Google, Apple e Samsung tra AI, sicurezza e dispositivi innovativi: le ultime novità

Negli ultimi aggiornamenti, Google punta a una ricerca personalizzata tramite AI e riorganizza Keep, Apple trasforma Siri in chatbot e sviluppa nuovi dispositivi smart, mentre Samsung migliora Watch 5 e anticipa Galaxy S26 con Privacy Display, mostrando come i tre colossi puntino a innovazione, sicurezza e personalizzazione dell’esperienza utente.

Google, Apple e Samsung tra AI, sicurezza e dispositivi innovativi: le ultime novità

Google, Apple e Samsung spingono su personalizzazione, AI e sicurezza. Google potenzia la Ricerca con dati opzionali da Gmail e Foto, elimina i promemoria da Keep e conferma il Pixel 10a senza grandi novità di design. Apple trasforma Siri in un chatbot avanzato, sviluppa un AirTag indossabile con AI e prepara un home hub motorizzato. Samsung migliora Galaxy Watch 5, gestisce il caso S25 Plus in fiamme e anticipa Galaxy S26 Plus e Ultra con il nuovo Privacy Display per protezione dei contenuti. Gli aggiornamenti mostrano l’attenzione dei tre colossi a innovazione, personalizzazione e sicurezza.

Mondo Google

Google, la ricerca userà le tue email e le foto per risposte personalizzate

Google spinge ancora di più sulla personalizzazione della ricerca e annuncia un’evoluzione importante della modalità AI di Search, che potrà sfruttare in modo opzionale i dati provenienti da Gmail e Google Foto per offrire risposte costruite su misura. Attraverso la cosiddetta Personal Intelligence, integrata con Gemini, la Ricerca sarà in grado di collegare informazioni presenti nelle varie app dell’ecosistema Google per “unire i puntini” e fornire suggerimenti più contestuali e pertinenti. L’idea è quella di trasformare la ricerca da semplice strumento informativo a vero assistente personale: se, ad esempio, si cerca un capo d’abbigliamento per un viaggio imminente, l’AI potrà analizzare le email di conferma del volo per valutare clima e destinazione, incrociando il tutto con le preferenze emerse da acquisti passati o immagini salvate su Google Foto. Google sottolinea che la funzione sarà totalmente facoltativa, attivabile e disattivabile in qualsiasi momento dalle impostazioni, e che non prevede un addestramento indiscriminato sui contenuti personali, ma un utilizzo limitato ai singoli prompt per migliorare la qualità delle risposte. Al momento il rilascio avviene come esperimento tramite Google Labs per gli abbonati AI Pro e Ultra con account personali negli Stati Uniti, ma la direzione è chiara: la Ricerca del futuro punta a diventare sempre più proattiva, cucita sulle abitudini e sulle esigenze quotidiane dell’utente, con il delicato equilibrio tra utilità avanzata e tutela della privacy che sarà decisivo per l’adozione su larga scala.

Luci smart offline su Google Home: problema diffuso e soluzione in arrivo

Negli ultimi giorni diversi utenti di Google Home hanno segnalato improvvisi malfunzionamenti di luci smart, interruttori e prese, che risultano offline senza possibilità di ripristino tramite reset o reinstallazione dei dispositivi. La problematica sembra limitata a questi prodotti, mentre altri device come smart speaker, videocamere e purificatori continuano a funzionare normalmente. Google ha confermato l’anomalia e sta già lavorando a una soluzione lato server, senza però indicare tempi certi per il ripristino completo, invitando gli utenti a monitorare l’app Google Home per verificare la risoluzione.

Google Keep sta per dire addio ai promemoria

Google Keep sembra sempre più vicino a perdere del tutto la funzione dei promemoria, segnando un cambiamento profondo nel ruolo dell’app all’interno dell’ecosistema Google. Analizzando una recente versione di test su Android, è emersa una nuova interfaccia in cui scompare l’icona della campanella, da sempre utilizzata per impostare i reminder, insieme alla sezione dedicata nella barra laterale. Un segnale che va oltre il già noto passaggio della gestione dei promemoria verso Google Tasks e che rafforza l’idea di una strategia più netta: Keep come semplice app per appunti, Tasks come hub unico per notifiche e scadenze. Le note che prima mostravano chiaramente un promemoria ora non presentano più alcun riferimento visivo, pur continuando a essere gestite in background da Tasks, creando una separazione sempre più marcata tra scrittura e organizzazione. Al momento si tratta di test interni e Google non ha rilasciato comunicazioni ufficiali, ma la direzione appare chiara e coerente con le scelte già fatte in passato, come l’eliminazione dei promemoria basati sulla posizione. Se confermata, questa mossa cambierà le abitudini di molti utenti, ridefinendo definitivamente il confine tra Google Keep e Google Tasks.

Pixel 10a punta sulla continuità: i nuovi render confermano un design senza sorprese

I nuovi render del Google Pixel 10a, basati su file CAD, mostrano uno smartphone dal look estremamente familiare, che riprende quasi in toto linee, proporzioni e soluzioni estetiche del Pixel 9a. Google sembra aver scelto la strada della continuità, senza interventi evidenti su cornici, modulo fotografico o disposizione degli elementi, lasciando intendere un aggiornamento più conservativo del previsto. Le indiscrezioni parlano infatti di specifiche molto simili al modello precedente, con display, fotocamera, batteria e persino il chip Tensor G4 che potrebbero restare invariati, rafforzando l’idea di un refresh mirato più al posizionamento in gamma che a un reale salto generazionale. Con una presentazione attesa già a febbraio, il Pixel 10a potrebbe quindi confermarsi come un medio gamma solido ma poco ambizioso, pensato per chi cerca l’esperienza Pixel senza stravolgimenti.

Mondo Apple

Apple prepara la svolta: Siri diventa un chatbot integrato per iPhone e Mac

Apple sarebbe pronta a rivoluzionare Siri entro la fine dell’anno trasformandolo in un vero chatbot di intelligenza artificiale, profondamente integrato in iPhone, iPad e Mac, con l’obiettivo dichiarato di colmare il gap con OpenAI e Google. Il progetto, nome in codice Campos, andrà ben oltre l’attuale assistente voclea, introducendo interazioni conversazionali avanzate, ricerca sul web, creazione di contenuti, generazione di immagini e analisi dei file, il tutto accessibile con il classico comando “Siri” o tramite il pulsante laterale. La nuova esperienza sostituirà l’interfaccia attuale e sarà integrata in tutte le principali app Apple, consentendo azioni complesse direttamente dal contesto, come modificare foto, scrivere email o recuperare informazioni personali. La presentazione è attesa alla WWDC di giugno, con rilascio previsto in autunno insieme ai nuovi sistemi operativi. Per Apple si tratta di un cambio di rotta strategico importante, dopo anni di prudenza sui chatbot: senza una mossa decisa, il rischio era quello di restare ulteriormente indietro in un mercato dove l’AI conversazionale sta diventando sempre più centrale nell’esperienza quotidiana degli utenti.

Apple studia un AirTag da indossare: un pin intelligente con AI, fotocamere e microfoni sempre attivi

Apple starebbe lavorando a un nuovo dispositivo indossabile ispirato al concetto di AirTag, ma pensato come assistente AI sempre presente, capace di ascoltare e osservare l’ambiente circostante. Secondo le indiscrezioni, si tratterebbe di un piccolo pin dalle dimensioni compatte, con design sottile e materiali premium, dotato di fotocamere, microfoni, speaker e ricarica wireless, progettato per fornire assistenza contestuale basata su ciò che l’utente vede e sente. Il progetto sarebbe ancora in fase embrionale e non arriverebbe prima del 2027, inserendosi però in una strategia più ampia che punta a trasformare Siri in un vero chatbot evoluto e a rafforzare la presenza dell’intelligenza artificiale nell’ecosistema Apple, andando oltre smartphone e smartwatch.

Apple prepara il suo primo vero home hub: display, speaker e base motorizzata al centro della casa smart

Apple sarebbe pronta a entrare in modo più deciso nel mercato della domotica con un nuovo home hub dotato di display, altoparlanti integrati e una base robotica capace di ruotare e orientare automaticamente lo schermo, trasformando lo smart display in un dispositivo dinamico e non più statico. Secondo le ultime indiscrezioni, il prodotto punterebbe molto sull’integrazione con Siri di nuova generazione e sulle funzioni di intelligenza artificiale, con un debutto che potrebbe coincidere con l’arrivo di iOS 26.4. La base motorizzata permetterebbe allo schermo di seguire le persone nella stanza, migliorando l’interazione vocale e visiva e avvicinando l’esperienza a quella di soluzioni già viste in casa Amazon, ma reinterpretate secondo la visione Apple. Il dispositivo dovrebbe avere dimensioni compatte e rappresentare una prima sperimentazione di un concetto più ampio, anticipando futuri prodotti domestici ancora più evoluti e confermando l’intenzione di Cupertino di rendere la casa connessa un’estensione sempre più naturale del proprio ecosistema.

Mondo Samsung

Galaxy Watch 5 ritrova stabilità: l’ultimo update risolve i problemi di One UI 8

Samsung ha avviato in Europa la distribuzione di un nuovo aggiornamento per Galaxy Watch 5 che punta a correggere i bug emersi con l’arrivo di One UI 8 Watch, migliorando in modo sensibile affidabilità e prestazioni. L’update, al momento destinato alla versione Wi-Fi + Bluetooth, introduce le patch di sicurezza di gennaio 2026 e risolve decine di vulnerabilità, ma soprattutto interviene sui problemi più segnalati dagli utenti, come consumi anomali della batteria, rallentamenti dell’interfaccia e comportamenti irregolari dei sensori. Dai primi riscontri il sistema appare più fluido e reattivo, con animazioni più stabili e un’autonomia tornata su livelli più coerenti, segno che Samsung ha effettivamente messo mano in profondità al software dopo le criticità iniziali.

Galaxy S25 Plus esplode durante la ricarica e utente finisce in ospedale

Un Galaxy S25 Plus ha preso fuoco durante la ricarica, causando un grave episodio di fuga termica che ha costretto l’utente e la sua famiglia a ricorrere al pronto soccorso per problemi respiratori. L’incidente è avvenuto nello stato dell’Indiana, negli Stati Uniti, lo scorso novembre, nonostante il proprietario stesse utilizzando caricatore e cavo originali Samsung. Secondo il racconto del diretto interessato, il dispositivo ha cominciato a sprigionare fumo tossico, provocando anche la combustione del tappeto di casa. Dopo il primo intervento medico, l’utente ha fornito alla Samsung USA una documentazione completa dell’accaduto, inclusi report dei vigili del fuoco, referti medici e prova d’acquisto dello smartphone. L’azienda ha quindi ritirato il dispositivo per un’analisi interna. Dopo circa due mesi, Samsung ha riconosciuto la responsabilità dell’incidente, offrendo il rimborso del telefono, il rimborso delle spese mediche e la copertura dei costi di pulizia domestica. Inoltre, è stato proposto un compenso di 500 dollari a persona per la famiglia, che comprende due adulti e un bambino, a titolo di risarcimento per il disagio subito. L’utente però ritiene la cifra insufficiente e cerca un accordo più equo.

Galaxy S26 Plus: Geekbench conferma prestazioni del chip Exynos 2600

Il Galaxy S26 Plus è apparso su Geekbench, confermando le prestazioni del chip Exynos 2600 a 2 nm e della GPU Samsung Xclipse 960, con punteggi fino a 24.964 su Vulkan. La variante sudcoreana SM-S974N monta 12 GB di RAM e Android 16, con un core principale a 3,80 GHz, tre core a 3,26 GHz e sei core a 2,76 GHz. La batteria da 4.900 mAh supporta ricarica rapida cablata 45W e wireless fino a 20W, con possibile supporto a MagSafe. Questi dati confermano un bilanciamento tra potenza, autonomia e compatibilità accessori, anticipando le caratteristiche del nuovo top di gamma Samsung senza dettagli ufficiali sulla presentazione.

Galaxy S26 Ultra, Samsung svela per errore il nuovo Privacy Display

Samsung avrebbe anticipato involontariamente una delle novità chiave del Galaxy S26 Ultra, confermando l’esistenza del cosiddetto Privacy Display, una tecnologia pensata per limitare la visibilità dello schermo da angolazioni laterali e proteggere i contenuti sensibili. Il riferimento è emerso in modo inatteso all’interno di un post ufficiale sul blog dedicato a Good Lock e One UI 8.5, dove uno screenshot delle Impostazioni rapide mostra chiaramente un toggle dedicato a questa funzione. Il fatto che il comando sia integrato nel pannello rapido suggerisce un utilizzo immediato e frequente, rendendo il Privacy Display una componente centrale dell’esperienza d’uso del prossimo top di gamma. La funzione dovrebbe poter essere attivata manualmente o in modo automatico in base al contesto, ad esempio all’apertura di app bancarie o di messaggistica, rafforzando il posizionamento del Galaxy S26 Ultra come dispositivo attento alla riservatezza e pensato anche per un’utenza professionale.

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