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Fribo: in arrivo il gattino robot che combatte l’isolamento della società moderna

Dalle ricerche di un'università sudcoreana è nato un curioso speaker smart a forma di gattino dei fumetti, Fribo, il cui unico compito - anche al prezzo di un po' d'indiscrezione - è quello di agevolare e stimolare l'interazione tra le persone.

Hi-Tech
Pubblicato il 10 aprile 2018, alle ore 19:12

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Fribo: in arrivo il gattino robot che combatte l’isolamento della società moderna

Sempre più hardware house meditano di portare i loro servizi nelle nostre case attraverso speaker Bluetooth intelligenti. Questi ultimi, però, oltre a problemi inerenti la privacy, rischiano di acuire una vera e propria patologia, chiamata “hikikomori“, che si sostanzia nel fatto che le persone, potendo lavorare e studiare da casa, evitano il contatto umano, rinchiudendosi in casa, ed affidando l’interazione ai supporti hi-tech. Contro questa tendenza, è stato concepito un diverso speaker smart, chiamato “Fribo”.

Fribo è il prodotto delle ricerche dell’università sudcoreana di Yonsei, ed ha la forma di un gatto un po’ fumettoso, tipo il nipponico Torotoro, all’interno del quale si cela un miniPC Raspberry Pi, dotato di una buona dose di intelligenza artificiale. Tale animaletto elettronico, interagendo con add-on wireless collocati in vari luoghi della casa, emette periodici messaggi vocali nei quali invita a contattare amici e parenti.

Qualora l’utente “misantropo” si lasci convincere, gli basterà bussare su una superficie perché Fribo si occupi di inviare – a tutti i contatti dell’utente o solo ad alcuni di essi – un messaggio predefinito, del tipo “Ciao, come va”, propedeutico all’instaurarsi di una chat che, poi, toccherà al coinquilino umano portare avanti. 

La determinazione di Fribo nel sottrarre all’isolamento i partner umani più asociali è tale da rasentare l’indiscrezione. Talvolta, infatti, il gattino elettronico si è dimostrato capace di rilevare in casa i comportamenti di una data persona, e di mandare ai suoi contatti dei contestuali messaggi interattivi, del tipo “Carla è entrata in cucina, perché non le invii una ricetta golosa?”. Per fortuna, gli utenti che hanno fatto da cavie e betatester al progetto di ricerca che ci cela dietro Fribo hanno dichiarato d’aver corretto, grazie a quest’ultimo, diverse cattive abitudini: alcuni, per esempio, hanno preso ad alzarsi prima, scoprendo che i propri amici non dormivano sino a tardi. 

Il rischio insito in tutti gli speaker BT intelligenti, ovvero d’esser presi come sostituti della presenza umana (Assistant di Google Home, per citare il più popolare, sa cantare, raccontare barzellette, aneddoti, e proporre le ultime notizie) è stato scongiurato con una scelta coraggiosa e controcorrente: Fribo, infatti, non può parlare, risultando – quindi – un mero facilitatore dei rapporti interpersonali. Quando e se dovesse arrivare in commercio, però, questo è ancora ignoto: in ogni caso, in Asia, non sarebbero nuovi a soluzioni originali (es. il GateBox per la “fidanzata virtuale”) contro i problemi dell’isolamento e della solitudine. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Ricordo ancora l'episodio del GateBox: all'epoca valutai con una certa malinconia e comprensione il fatto che alcune persone, nel tornare a casa, si affidassero ad un partner virtuale che rendesse l'ambiente domestico un po' meno freddo e silenzioso. Tuttavia, credo che il progetto "Fribo" sia di gran lunga una soluzione migliore al sentirsi soli: in fondo, funziona un po' come alcune econoniche smartband la cui unica feature smart è quella, tramite vibrazione, di ricordarci che si sta seduti troppo, e che occorre fare un po' di moto.

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