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Entroware ed HP: ecco le proposte per i notebook da lavoro con Linux e ChromeOS

Non sempre, per disporre di un buon terminale da lavoro, occorre indirizzarsi su un prodotto animato da Windows o da macOS: le recenti proposte di Entroware ed HP, ad esempio, caldeggiano l'uso di Linux e del sempre più completo ChromeOS.

Hi-Tech
Pubblicato il 19 aprile 2019, alle ore 20:01

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Entroware ed HP: ecco le proposte per i notebook da lavoro con Linux e ChromeOS

In una fase di rinnovata attenzione al mondo delle workstation mobili, anche la giovane azienda britannica Entroware non poteva tenersi lontana dal settore, come dimostrato dal recente aggiornamento del suo listino di laptop aziendali animati da Linux. HP, d’altro canto, non abdica, e continua a solleticare il mondo delle imprese (ma anche e prevalentemente quello della scuola) con un nuovo Chromebook. 

Il refresh dell’offerta di Entroware (disponibile anche per l’Italia) parte del titanico (visti i 4 kg di peso) Entroware Helios, un portatile con display FullHD da 17 pollici, sostenuto da schede Nvidia RTX di tipo desktop (dalla 2060 alla 2080): all’interno,  i massimi 12 GB di RAM DDR4 si appoggiano a processori Intel i5-9600K nella versione base, i7-9700K in quella intermedia, e i9-9900K in quella top, con uno storage che, invece, può toccare quota 12 TB.

Il novero delle porte di questo notebook, alimentato a 330W, è impressionante, con 4 jack audio, 4 porte USB 3.1, una Ethernet LAN, un lettore di schede SD e, onde poter connettere molti monitor esterni, una porta Thunderbolt 3, una HDMI, una USB-C (2° gen), e 2 mini DisplayPort. La presenza anche di una tastiera retroilluminata, e di una webcam FullHD a 1080p, fanno sì che la versione base dell’Entroware Helios parta da 2.200 dollari, toccando quota 7.920 per la configurazione top.

Riducendo l’ingombro, è possibile optare per gli Entroware Proteus (15.6”, da 1.000 dollari) o Zeus (16”, da 2.342 dollari), con schede grafiche GeForce Max-Q di Nvidia, e processori che toccano la vetta con l’Intel i7-8750H, presenti nella generazione Whiskey Lake. Quasi come la linea Entroware Athena (17”, da 1.820 dollari) che, però, offre anche, come opzioni, le GPU Nvidia RTX 2060 e RTX 2070 Max-Q.

Più compatto (display da 14 pollici) ed è economico (da 850 dollari, vista la GPU integrata), è l’Entroware Apollo che, al suo interno, alloggia processori, sempre della generazione Whiskey Lake, sino ali’i7-8565U, abbinandoli a 32 GB massimi di RAM DDR4, e financo a 6 GB di storage (4 TB in SSD, 2 TB come hard disk meccanico esterno). 

HP. come accennato, ha già attenzionato di recente la categoria delle workstation e, ora, si è dedicata ai Chromebook, con l’HP Chromebook 15 (da 449 dollari), un modello che, nonostante la tastiera full size con tastierino numerico + due speaker Bang&Olufsen a sopravanzarla, ed un telaio (colorazioni Cloud Blue o Mineral Silver, con cover superiore in bianco ceramica) prevalentemente metallico, contiene il peso a 1.8 kg, e lo spessore a 7.9 mm, anche grazie alla scelta di cornici molto esili ai lati del display, un pannello FullHD con touchscreen, inclusivo – nel frontalino alto – di una webcam HD grandangolare (88°). Fornito delle principali connettività (sia Wi-Fi che Bluetooth 4.2), e di tre porte USB (di cui due Type-C), è animato da processori Pentium Gold 4417U affiancati a 4 GB di RAM e 64 GB di storage (eMMC), benché siano previste anche varianti con CPU Intel i5 e più dignitosi 128 GB di archiviazione. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - La proposta di HP, questa volta, non mi ha convinto: anche a fronte del prezzo basso (ammesso che arrivi in Italia sotto i 400 euro), e della costruzione di buon livello, lo storage - nella versione base - è troppo risicato (e, per giunta, nemmeno UFS). Vero è che ChromsOS, puntando molto su internet e sul cloud, può farselo bastare, ma la memorizzazione locale dei file è ancora molto importante, almeno per l'utenza nostrana che vuol avere i propri dati sotto mano. Le workstation Entroware mi incuriosiscono molto: computer senza compromessi animati da Linux dovrebbero essere un piacere a usarsi: peccato che non tutti i programmi di grafica top abbiano corrispettivi anche per il mitico pinguino. Diversamente, Microsoft se la vedrebbe brutta con proposte del genere!

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