Ecosistemi smart: come Google, Apple e Samsung stanno modellando il futuro della tecnologia

Google punta a sincronizzare dispositivi e potenziare l’Universal Clipboard, Apple rafforza Siri con Gemini e sperimenta modelli AI multimodali, mentre Samsung consolida Galaxy AI e aggiorna la gamma S26 senza cambiamenti radicali.

Ecosistemi smart: come Google, Apple e Samsung stanno modellando il futuro della tecnologia

Tra integrazione sempre più profonda degli ecosistemi, intelligenza artificiale al centro delle strategie e scelte hardware orientate alla continuità, Google, Apple e Samsung tornano protagoniste con una serie di novità che delineano il futuro di smartphone, software e servizi. Dalla sincronizzazione intelligente delle funzioni su Android all’evoluzione dell’AI di Cupertino, fino alle conferme di Samsung su Galaxy AI e sulla prossima generazione Galaxy S26, il panorama tecnologico mostra una chiara direzione: esperienze più fluide, connesse e personalizzate, pensate per accompagnare l’utente in ogni momento della giornata.

Mondo Google

Google prepara la sincronizzazione automatica della modalità “Non Disturbare”

Google sta sviluppando una funzione che consentirà di sincronizzare automaticamente la modalitàNon Disturbaretra smartphone, tablet e, probabilmente, Chromebook collegati allo stesso account. La novità, individuata nella versione 26.02.31 dei Google Play Services, permetterà che, attivando la modalità su un dispositivo, questa venga replicata su tutti gli altri apparecchi collegati, evitando notifiche duplicate e interruzioni indesiderate. Il sistema automatico amplia quanto già disponibile sugli smartwatch con Wear OS e si avvicina a quanto Apple offre con i suoi Focus Mode. Oltre a questo, Google sta preparando l’Universal Clipboard, che permetterà di copiare e incollare testi, link e immagini tra dispositivi Android, e uno strumento di continuità delle attività per riprendere operazioni tra apparecchi senza perdere progressi, rafforzando così l’integrazione dell’ecosistema Google.

Android 16 QPR3 Beta 2: più stabilità e ottimizzazioni per i Pixel

Google ha avviato il rilascio della seconda beta di Android 16 QPR3, mirata a migliorare stabilità, prestazioni e connettività dei dispositivi Pixel. La nuova versione risolve problemi critici come crash di sistema, consumi anomali della batteria, lentezza del Wi-Fi e blocchi del drawer, migliorando al contempo la gestione di Android Auto, la visualizzazione delle notifiche e il routing audio durante le chiamate. La beta 2 introduce anche correzioni per dispositivi pieghevoli, ricarica wireless e cablata, e la compatibilità con alcune app aziendali. A completare l’aggiornamento, le patch di sicurezza di gennaio 2026, rendendo Android 16 QPR3 Beta 2 una release fondamentale per ottimizzare l’esperienza utente sui Pixel 6 e successivi.

Google brevetta batterie rimovibili con fissaggio meccanico: possibile debutto su Pixel 11 Pro Fold

Google potrebbe introdurre un’importante novità nel mondo degli smartphone pieghevoli con un brevetto che prevede batterie rimovibili tramite un sistema di fissaggio meccanico, scovato negli Stati Uniti dai colleghi di hypertxt.ai. Questo approccio sostituirebbe l’attuale metodo basato sulla colla, spesso soggetto a indebolimenti nel tempo causati da aperture e chiusure continue, riducendo rischi di surriscaldamenti, rumori elettrici o problemi di ricarica. Dal punto di vista degli utenti, la batteria rimovibile garantirebbe facilità di sostituzione senza interventi tecnici complessi, consentendo di rimuoverla rapidamente grazie a viti o clip, pur lasciando spazio alle bobine per la ricarica wireless. Il brevetto migliora quindi affidabilità e durabilità dei dispositivi, proteggendo anche l’immagine del brand, e potrebbe debuttare già sul Pixel 11 Pro Fold, segnando un passo avanti significativo sia per la manutenzione dei dispositivi sia per la loro stabilità operativa.

Mondo Apple

Apple Manzano: il modello AI che unifica comprensione visiva e generazione

Apple sta sperimentando Manzano, un modello AI multimodale progettato per superare i limiti dei sistemi attuali, integrando comprensione visiva e generazione di immagini in un’unica architettura. Il progetto nasce per risolvere il conflitto tra token discreti, ottimali per la generazione autoregressiva, e rappresentazioni continue, necessarie per la comprensione semantica. Manzano impiega un tokenizer ibrido, un decoder LLM e un decoder di immagini, permettendo al modello di prevedere contenuti semantici e poi ricostruire i pixel senza compromettere qualità o coerenza. Test su prompt complessi e benchmark multimodali hanno mostrato prestazioni competitive, mentre il modello eccelle anche in operazioni di editing guidato da istruzioni, style transfer, inpainting e outpainting, garantendo flessibilità e applicazioni pratiche per scenari complessi. Con Manzano, Apple punta a ridefinire l’approccio ai modelli multimodali, unificando capacità di comprensione e generazione in un’unica soluzione avanzata.

iPhone 17e: Dynamic Island e chip A19, ma display a 60 Hz per contenere i costi

Secondo i più recenti leak, l’iPhone 17e rappresenterà una svolta estetica per la gamma più accessibile di Apple nel 2026, abbandonando il notch tradizionale a favore della Dynamic Island. Il dispositivo monterà uno schermo OLED da 6,1 pollici, uniformando il design alla linea iPhone 15, ma resterà fermo a 60 Hz, senza supporto ProMotion, per mantenere il prezzo competitivo. Sul fronte delle prestazioni, il modello sarà equipaggiato con il chip A19 prodotto a 3 nm da TSMC, promettendo fino al 10% di velocità in più rispetto all’A18, con un Neural Engine potenziato per le funzionalità di intelligenza artificiale. L’iPhone 17e introdurrà per la prima volta il MagSafe nella linea “e”, consentendo l’uso di caricatori magnetici e accessori ufficiali. Per contenere i costi, Apple userà modem precedenti e rinuncerà al chip wireless N1, mentre il comparto fotografico rimarrà con sensore principale da 48 MP e frontale da 12 MP, bilanciando design, performance e prezzo.

iPhone pieghevole, Apple studia materiali inediti per telaio e cerniera

Le più recenti indiscrezioni sul primo iPhone pieghevole tornano a puntare l’attenzione su uno degli elementi più delicati del progetto, ovvero la cerniera, che secondo fonti asiatiche potrebbe essere realizzata in “liquid metal”, un materiale che Apple sperimenta da anni per la sua elevata resistenza meccanica e per la capacità di ridurre lo stress nella zona di piega, vero nodo critico di questa categoria di dispositivi. La scelta sarebbe funzionale non solo a migliorare la durata nel tempo, ma anche a garantire un’apertura più fluida e uniforme, aspetto su cui Apple sembra intenzionata a differenziarsi rispetto alla concorrenza. Per il telaio, invece, si parla di una lega di titanio inedita, diversa da quella utilizzata sugli iPhone Pro più recenti, pensata per coniugare leggerezza e solidità. Il quadro che emerge è quello di un prodotto in lavorazione da tempo, con soluzioni tecniche ambiziose che potrebbero accompagnare un debutto entro la fine del 2026, anche se la reale disponibilità sul mercato potrebbe slittare al 2027, confermando l’approccio prudente e perfezionista di Apple nel suo ingresso nel segmento dei pieghevoli.

MacBook Pro M5 in arrivo a fine gennaio: lancio vicino, ma la vera svolta è ancora lontanaS

econdo le rivelazioni di Whylab, Apple potrebbe svelare i nuovi MacBook Pro equipaggiati con chip M5 Pro e M5 Max il 28 gennaio, alla vigilia della conference call sui risultati finanziari prevista per il 29 gennaio. Una tempistica che non sorprende, visto che l’azienda di Cupertino ha spesso scelto di presentare nuovi prodotti proprio il giorno prima degli appuntamenti con gli investitori, rafforzando l’attenzione mediatica e il messaggio di continuità nella propria strategia di crescita. In questo caso, tuttavia, le attese devono essere calibrate: l’aggiornamento della linea MacBook Pro dovrebbe concentrarsi quasi esclusivamente sul consueto cambio di processore, senza introdurre modifiche rilevanti sul piano del design o delle funzionalità. Le indiscrezioni più interessanti guardano infatti più avanti nel tempo, quando è attesa una revisione profonda della gamma, indicativamente tra la fine del 2026 e il 2027. In quell’arco temporale Apple potrebbe adottare uno schermo OLED touch, un corpo ulteriormente assottigliato e il chip M6 a 2 nanometri di TSMC, elementi destinati a ridefinire l’esperienza d’uso dei portatili professionali. Alla luce di questo quadro, chi non ha necessità immediate potrebbe valutare l’idea di saltare la generazione M5, considerata più evolutiva che rivoluzionaria, e attendere la futura trasformazione che promette di segnare un vero cambio di passo per i MacBook Pro.

Siri diventa più umana grazie a Gemini: le funzioni che guadagnerà

La nuova versione di Siri potenziata da Gemini si prepara a segnare un’evoluzione significativa nell’esperienza Apple, puntando su un’interazione più naturale, empatica e utile nella vita quotidiana. Secondo quanto riportato da The Information, già dalla primavera l’assistente sarà in grado di rispondere a domande di conoscenza generale in modo più conversazionale, raccontare storie, offrire supporto emotivo e aiutare in un numero maggiore di attività pratiche, come l’organizzazione di viaggi o la creazione automatica di documenti nell’app Note, ad esempio una ricetta di cucina. A queste funzioni si affiancherà una comprensione più profonda del contesto personale dell’utente, con la capacità di ricordare conversazioni precedenti e di fornire suggerimenti proattivi basati sulle informazioni presenti nelle app, come il Calendario. Apple aveva già anticipato questa direzione mostrando esempi concreti, come la possibilità di chiedere a Siri dettagli su un volo o una prenotazione partendo da email e messaggi. Il debutto di questa Siri rinnovata è atteso con iOS 26.4 tra marzo e aprile, mentre alcune capacità più avanzate potrebbero slittare a iOS 27, confermando una strategia di rilascio graduale ma ambiziosa.

Apple pronta a versare 5 miliardi di dollari a Google per Gemini: la nuova Siri cambia strategia

Secondo le ultime indiscrezioni, Apple sarebbe pronta a pagare fino a 5 miliardi di dollari a Google per integrare i modelli di intelligenza artificiale Gemini nella nuova generazione di Siri, segnando un passaggio strategico di grande peso nell’evoluzione di Apple Intelligence. L’accordo, che funzionerebbe come un servizio cloud con pagamento legato alla capacità di calcolo fornita dai data center di Google, ribalta il rapporto storico tra le due aziende, tradizionalmente caratterizzato dal flusso opposto di denaro legato al motore di ricerca predefinito su Safari. Questa scelta riflette l’approccio prudente di Apple sugli investimenti infrastrutturali per l’IA, preferendo affidarsi a tecnologie esterne già mature piuttosto che entrare nella costosa competizione sui data center dominata da Google, Microsoft e Meta. Pur mantenendo attiva l’integrazione con ChatGPT, la mossa viene letta da molti analisti come un possibile ridimensionamento del rapporto con OpenAI, mentre la nuova Siri basata su Gemini, attesa con iOS 26.4 tra marzo e aprile 2026, promette finalmente un salto di qualità sul fronte della conversazione naturale e della comprensione contestuale, due aspetti su cui l’assistente Apple è rimasto indietro per anni rispetto alla concorrenza.

Mondo Samsung

Samsung chiarisce il futuro di Galaxy AI: le funzioni essenziali restano gratuite

Samsung mette fine alle incertezze sul destino di Galaxy AI e conferma che le funzionalità di base resteranno gratuite senza limiti di tempo, segnando un passaggio importante nella strategia dell’azienda sull’intelligenza artificiale mobile. Il chiarimento arriva attraverso un aggiornamento silenzioso della pagina di supporto ufficiale, dove è stato eliminato ogni riferimento alla precedente scadenza fissata alla fine del 2025, rendendo esplicito che le funzioni fondamentali introdotte con la serie Galaxy S24 continueranno a essere disponibili senza costi aggiuntivi. La nuova formulazione distingue in modo netto tra ciò che rientra nelle funzioni di base, destinate a restare gratuite, e le eventuali funzionalità avanzate o i servizi basati su tecnologie di terze parti, che in futuro potrebbero seguire modelli differenti. Per gli utenti significa maggiore trasparenza e la certezza di poter continuare a utilizzare strumenti come assistenza alla scrittura, gestione delle chiamate, supporto alle foto e alle note senza preoccuparsi di abbonamenti improvvisi, mentre per Samsung rappresenta un modo per consolidare il valore dell’ecosistema Galaxy e lasciare aperta la porta a sviluppi più evoluti sul fronte dell’AI.

Galaxy S26 Plus, display OLED invariato e strategia all’insegna della continuità

Secondo le più recenti indiscrezioni provenienti dalla filiera produttiva, Samsung si prepara a portare sul mercato il Galaxy S26 Plus senza introdurre cambiamenti significativi sul fronte del display, che dovrebbe rimanere un pannello OLED da 6,66 pollici sostanzialmente identico a quello del Galaxy S25 Plus, una scelta che riflette una strategia prudente dettata da vincoli di tempo, riorganizzazioni interne della gamma e dalla necessità di razionalizzare la produzione, lasciando spazio solo a possibili affinamenti tecnici non percepibili dall’utente finale e concentrando le vere novità soprattutto sul comparto hardware, con l’adozione dei nuovi processori Exynos 2600 o Snapdragon 8 Elite Gen 5 a seconda dei mercati.

Galaxy S26 Ultra: nuove fotocamere più luminose e variante top confermata

Le ultime indiscrezioni sul Galaxy S26 Ultra rivelano importanti aggiornamenti per il comparto fotografico e la memoria, confermando la strategia di Samsung nel rafforzare la fascia premium della gamma Galaxy. Secondo le fonti interne al produttore coreano, il sensore principale passerà a 200 MP con apertura f/1.4, migliorando notevolmente la cattura della luce rispetto al modello precedente con f/1.7. Anche il teleobiettivo da 50 MP riceve un upgrade significativo, con apertura f/2.9 rispetto al f/3.4 del Galaxy S25 Ultra, consentendo scatti più nitidi in condizioni di scarsa luminosità e riducendo il rumore nelle fotografie notturne. Sul fronte della memoria, la variante top sarà equipaggiata con ben 16 GB di RAM e 1 TB di storage interno, una conferma che rassicura gli utenti che temevano la cancellazione della configurazione a causa della crisi dei chip. Questa combinazione punta a offrire prestazioni senza compromessi, particolarmente utile per gaming, editing fotografico e video in mobilità, e per l’uso intensivo di applicazioni AI integrate nel sistema One UI 8.5. Il lancio del Galaxy S26 Ultra è previsto tra metà febbraio e marzo, portando con sé anche funzionalità software avanzate, tra cui strumenti migliorati per la fotocamera e nuove opzioni legate a Galaxy AI.

Galaxy S26 Ultra, Privacy Display: prime impressioni confermano l’efficacia

Il Galaxy S26 Ultra introduce il nuovo Privacy Display, una funzione pensata per proteggere le informazioni sullo schermo da occhi indiscreti. Secondo il leaker Ahmed Qwaider, che ha provato direttamente il dispositivo, la feature risulta sorprendentemente efficace: i contenuti rimangono nitidi e luminosi per l’utente di fronte al display, mentre chi osserva lateralmente vede lo schermo quasi completamente oscurato, anche alla massima luminosità. La funzione può attivarsi automaticamente in determinate app, come WhatsApp, o in contesti specifici come particolari fasce orarie o location, aumentando la flessibilità d’uso. Basata sui pannelli OLED con tecnologia Magic Flex Pixel di Samsung Display, la soluzione sembra destinata a diventare un elemento distintivo della gamma S26, con la privacy come nuovo punto di forza nella scelta dello smartphone top di gamma.

Continua a leggere su Fidelity News