eBay dice no agli acquisti automatici: stop agli agenti IA senza supervisione umana

eBay blocca gli agenti di IA che acquistano in autonomia, imponendo la supervisione umana e segnando un punto fermo nella corsa al commercio automatizzato controllato dalle piattaforme.

eBay dice no agli acquisti automatici: stop agli agenti IA senza supervisione umana

Il rapporto tra intelligenza artificiale ed e-commerce entra in una nuova fase, e questa volta a tracciare una linea netta è eBay. La piattaforma ha aggiornato ufficialmente il proprio contratto utente per vietare l’uso di agenti di IA in grado di effettuare acquisti in autonomia, senza una revisione diretta da parte di una persona. Una decisione che segna un passaggio chiave nel dibattito sul cosiddetto “commercio per agenti” e che potrebbe avere effetti a catena su tutto il settore.

La nuova regola, pubblicata il 20 gennaio e destinata a entrare in vigore dal 20 febbraio 2026, proibisce in modo esplicito l’utilizzo dei cosiddetti buy-for-me agents, ovvero bot basati su modelli linguistici avanzati e flussi di lavoro automatizzati capaci di completare un ordine senza l’intervento umano finale. In altre parole, cercare un prodotto con l’aiuto dell’IA resta consentito, ma delegare completamente l’acquisto a un software no.

Dietro questa scelta c’è una preoccupazione sempre più diffusa tra le grandi piattaforme di vendita online. Gli agenti di IA promettono di semplificare la vita ai consumatori, automatizzando operazioni ripetitive come il monitoraggio dei prezzi o l’acquisto di un articolo non appena scende sotto una certa soglia. Strumenti di questo tipo sono già realtà: basti pensare al browser Comet di Perplexity, in grado di prenotare hotel e acquistare prodotti, o al Copilot Checkout di Microsoft, che consente di completare un ordine direttamente da una chat.

Anche i motori di ricerca conversazionali stanno integrando funzioni simili, trasformandosi progressivamente in intermediari attivi del processo di acquisto. Dal punto di vista di eBay, però, il rischio è duplice. Da un lato c’è il tema del controllo e della sicurezza delle transazioni, con la necessità di garantire che ogni acquisto sia effettivamente voluto e verificato dall’utente. Dall’altro c’è una questione strategica molto più ampia: evitare che le piattaforme di e-commerce diventino semplici fornitori di dati e inventari, sfruttati gratuitamente da agenti esterni che intercettano il valore senza restituirlo.

Non è un caso che questa stretta arrivi dopo un primo segnale lanciato già a dicembre 2025, quando eBay aveva modificato il proprio file robots.txt per bloccare i crawler delle IA generative dalla raccolta sistematica dei dati degli annunci. Anche allora, però, era rimasta aperta una porta importante: l’uso dei bot è consentito solo previa autorizzazione esplicita di eBay. Una formulazione che lascia intendere la possibilità di accordi ufficiali e partnership selezionate, piuttosto che un divieto assoluto. Lo stesso CEO Jamie Iannone ha lasciato intendere che eBay potrebbe sviluppare o integrare in futuro un proprio agente di acquisto, seguendo una strategia simile a quella di Amazon. Il colosso di Seattle, infatti, ha già avviato un percorso analogo, prima contrastando le soluzioni esterne e poi puntando su strumenti proprietari come Rufus. Il messaggio che emerge è chiaro: l’IA è benvenuta, ma solo se resta sotto il controllo diretto della piattaforma.

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