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CES 2020: ecco i prodotti più originali della fiera hi-tech di Las Vegas

Nel corso del CES 2020, gli stand a disposizione dei visitatori sono stati davvero numerosi, popolati non solo da grandi brand, ma anche da piccole aziende: ognuno ha proposto almeno un prodotto originale, tra cui quelli appena rendicontati in questo recap.

Hi-Tech
Pubblicato il 11 gennaio 2020, alle ore 20:02

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CES 2020: ecco i prodotti più originali della fiera hi-tech di Las Vegas

Ormai da qualche ora, il CES 2020, la prima fiera annuale dedicata all’elettronica di consumo, si è conclusa ed è finalmente possibile stilare un recap, assolutamente parziale, di quelle che sono state le invenzioni, i prodotti, o i concept più “originali” emersi nella 4 giorni di fiera a Las Vegas. 

Alcuni dei prodotti più curiosi visti al CES 2020 partono decisamente dal bagno, ove Icon.Ai ha proposto il suo Smart Makeup Mirror, con touchscreen circolare da 7 pollici che fa anche da specchio, permettendo di ottenere un feedback salutistico sulla pelle, utile per truccarsi con comodo, grazie all’anello perimetrico a LED, capace di fornire risposte alle domande o di erogare la riproduzione (dallo speaker integrato) della musica via streaming, tramite l’interazione con Alexa. Sulla misurazione del peso, si concentra il tappetino da doccia smart Mateo, che – grazie al rilevamento di 7.000 punti – attenziona nel dettaglio il peso dell’utente (fornendo anche info su postura e massa corporea), riconoscendo persone diverse, casi in cui ci si appoggi solo parzialmente ad esso, fornendo anche una stima della pressione sanguigna: il tutto a beneficio della companion app da smartphone. 

Nello stand di Procter & Gamble, invece, l’americana Charmin ha proposto il drone RollBot che, autobilanciandosi su due ruote, controllato via smartphone, porta all’utente un rotolo di carta igienica, qualora nel momento clou se ne fosse rimasti senza. Portando avanti il progetto Kohler Konnect, nato al CES 2018, l’americana Kohler ha presentato uno smart speaker da doccia, Moxie, agganciabile magneticamente sul soffione della stessa, per erogare la musica preferita (ottimizzata da Harman Kardon). Naturalmente impermeabile (PX67), ha un un’autonomia che varia seconda del modello scelto, con quello base (solo Bluetooth, 99 dollari) che oscilla dalle 5 alle 7 ore di funzionamento, laddove quello premium (con Wi-Fi e comandi vocali per Alexa, a 159 dollari) non va oltre le 5 ore. 

Il benessere dell’utente si consuma non solo in bagno, ma anche nella camera da letto. Qui può tornare utile la seconda generazione del Motion Pillow, un cuscino smart che, rilevato in che posizione l’utente russi, usa particolari airbag per indurlo a spostare il capo, evitando il problema: a vantaggio anche del partner. 

Anche i bracciali smart, al CES 2020, non hanno mancato di stupire quanto ad “originalità”. DNANudge, ad esempio, è una singolare fitness band che, ricevuti i dati da un test del DNA dell’utente (mediante tampone a parte), consiglia come tenersi in forma e, tramite due luci, una verde e una rossa, quale alimento sia bene o meno mangiare per ogni singolo utente. The Tactigon, dell’omonima start-up italiana di Inzago, è un braccialetto polifunzionale, che può aiutare l’utente nel navigare nei mondi virtuali, nel comandare la domotica di casa, nel mandare avanti uno slideshow in PowerPoint, e molto altro.

Ancora in ambito indossabile, è difficile non menzionare Neuvana che, a Las Vegas, ha portato gli auricolari Xen (399.99 dollari), accreditati di rilassare l’utente, nel mentre ascolta la musica, attraverso una stimolazione (via vibrazioni) del nervo valgo (alias il nervo X del cranio). Dalla nipponica Panasonic, invece, arrivano i primi occhiali per la realtà virtuale. Simili a un modello in stile steampunk, montano stanghette per l’audio (curato dalla controllata Technics, e usato anche su TV e lettori Blu Ray del produttore), mentre l’aspetto visuale punta su due OLED 2K da 0.99” (uno per occhio), capaci di mettere in campo una distanza tra i pixel così risicata, da evitare l’effetto griglia (screen door). Supportano già, ancorché prototipali, l’HDR, ma hanno un refresh rate che non supera i 60 Hz (non il massimo per evitare il motion blur e, proprio per questo, presto portato a 90 Hz). Anche Mutrics ha predisposto un paio di occhiali smart, somiglianti a occhiali da sole, concepiti per i gamers: indossati, infatti, proteggono i gamers dalle emissioni di luce blu, ed erogano direttamente nelle orecchie il suono (via Bluetooth) della fonte gamica cui sono connessi. 

Anche i robot da compagnia hanno avuto il loro attimo di popolarità, al CES 2020. La giapponese Yukai Engineering ha portato al CES 2020 la versione migliorata del suo mini (10 cm) pupazzo da neve Bocco Emo, con testa ruotabile, capace di aiutare nella gestione della domotica, della sicurezza casalinga (es. controllando le tapparelle o le serrature collegate), della temperatura di casa, e di leggere i messaggi testuali, o di inoltrare quelli vocali, a chi non può (i bambini) o non è capace (alcuni anziani) di adoperare uno smartphone. Già detto di MarsCatSamsung Electronics ha portato in fiera il robot Ballie, a metà tra una pallina da tennis e un mini BB-8 di Guerre Stellari: quest’ultimo riconosce (dalla webcam) ogni utente di una famiglia, seguendolo e ricordandogli gli impegni o leggendogli le notizie ed i messaggi, si posiziona nei pressi degli elettrodomestici smart, per comandarli o segnalarne malfunzionamenti, sorveglia e gioca con gli animali domestici. Altrettanto interessante è il costoso (3.000 dollari al lancio) robot anti-solitudine Lovot, di Groove X. Il bradipo digitale in questione, semovente grazie a ruote e capace d’evitare gli ostacoli, usa una telecamerina (utile anche in ottica video-sorveglianza o baby monitor) per riconoscere gli utenti, e reagire “umanamente”, magari chiedendo d’essere abbracciato (vorticando sulle ruote e agitando le piccole braccia), sì da poter anche emanare del calore, guardando (quando cerca attenzione) o meno (quando è offeso o intimidito) il proprio padrone umano.

Robot a parte, è probabile che, ancora per un certo lasso di tempo, sarà lo smartphone al centro del vivere quotidiano. In tale settore, uno dei più originali modelli visti in fiera è stato il Cyrcle Phone, in sviluppo dal 2015 e candidato alla commercializzazione entro l’anno, provvisto di una custom rom di Android, con fotocamera da 13 megapixel e due jack da 3.5: il tutto inserito in un layout, come intuibile, circolare. Qualora, invece, si propendesse per smartphone dalla forma classica, per sanificare il proprio device magari già in possesso, presto si potrà disporre di una sorta di lettino abbronzante per lo stesso, in veste di custodia capace – via raggi UV – di sterminare il 99.999% dei batteri rilevati sul proprio device. 

Di veicoli singolari, al CES 2020 ve ne sono stati davvero tanti: uno dei più originali, però, è il sistema di trasporto individuale aereo Flying Gondola di Aeronext, capace di atterrare e decollare verticalmente grazie agli 8 rotori posti su due ali, con un sistema che mantiene la capsula del passeggero sempre in assetto, come nella cabina di una ruota panoramica.

Ancora al tema del trasporto aereo è da ascrivere il taxi volante (sempre con atterraggio e decollo verticale) Hyundai PAV, capace di alzarsi sino a 600 metri da terra, e di viaggiare fino a 290 km/h, prima di riguadagnare in autonomia (altri 100 km) dopo appena 5 o 7 minuti di ricarica rapida altopotenziata. Rimanendo con i piedi per terra, invece, è impossibile non notare – infine – il Segway S-Pod che, pur paragonato da alcuni alla sedia a rotelle del Professor X degli X Men, è una poltrona elettrica (con comandi a destra e dock per il tablet a sinistra), autobilanciante, semovente, con una velocità di 38 km/h per 70 km d’autonomia. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Direi che, sul serio, al CES 2020 se ne sono visti di tutti i colori. Assieme a prodotti più tradizionali, già rendicontati o in via di prossima illustrazione, la fiera di Las Vegas ha esibito stranezze di ogni sorta, ma confermato anche la creatività dei relativi ideatori. Personalmente, però, nutro qualche dubbio, nel mezzo, sui veicoli volanti, e sui droni da compagnia (ancorché meritevoli di combattere la solitudine).

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