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Apple TV 4K: set-top box perfetto ma, alla prova dei fatti, con diversi "lati oscuri"

Ormai da un mesetto, le nuove Apple TV 4K sono giunte negli Apple Store e, quindi, è possibile testarle, valutandone i pro ed i contro: questi ultimi, in particolare, stanno destando più di una qualche perplessità...

Hi-Tech
Pubblicato il 15 novembre 2017, alle ore 17:56

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Apple TV 4K: set-top box perfetto ma, alla prova dei fatti, con diversi "lati oscuri"

L’evento Apple di Settembre è stato universalmente ricordato per la presentazione dell’iPhone X, il melafonino del decennale. In realtà, sul palco dello Steve Jobs Theatre, è stata annunciata anche una doppietta di iPhone 8, pur avanzatissimi, più conservativi (nel design e nelle funzioni) del primo e, dulcis in fundo, la nuova Apple TV 4K sul conto della quale, però, i primi fortunati possessori hanno fatto una scoperta non proprio piacevole.

No. Non ci riferiamo alle specifiche. Sotto quest’aspetto, il processore A10X Fusion, lo stesso già ammirato a bordo dell’iPad Pro, fa egregiamente il suo dovere nel riprodurre, ad esempio tramite VLN o Infuse 5, i contenuti, sia in 4K (UHD) che in HD, nei formati HDR10 e Dolby Vision. Il costo, poi, di 7.99 dollari per l’acquisto, e di 3.99 euro per il noleggio, non è nemmeno esorbitante, e non varia a seconda della risoluzione scelta (un buon film in 4K, in altre parole, vi costerà tanto quanto un semplice HD). Ed allora, dove sono i problemi che, ai primi arrivi della nuova Apple TV 4K negli Apple Store, stanno destando più di una qualche perplessità?

È presto detto. In primis, la disponibilità dei contenuti. Di film in 4K nativo ve ne sono ancora pochi, anche il numero cresce man mano che Apple stringe nuovi accordi e che i fornitori di contenuti li realizzano: il resto, nella maggior parte, sono titoli che dispongono almeno dell’HDR e, in molti frangenti, del Dolby Vision. In compenso, chi abbia già comprato un titolo in HD se lo vedrà automaticamente e gratuitamente convertito alla risoluzione maggiore, con pochi artifici ed una qualità, tutto sommato, al di sopra della media.

A questi contenuti, certo, si potrebbe aggiungere quelli di Netflix 4K o di Amazon Prime Video (almeno dal punto di vista tecnico) ma, già in questo caso, bisogna munirsi di un abbonamento a parte, di 12.99 euro al mese per il primo, e di 19.99 euro annui per il secondo (con la possibilità, però, di godere di una rapida e gratuita consegna di diversi milioni di prodotti acquistati sul noto e-commerce di Seattle).

YouTube? No: a parte che molti suoi contenuti in 4K non sono di eccelsa qualità ma – più che altro – qui vi è una restrizione della Apple a frenare la possibilità di sfruttare almeno i contenuti Googleiani: quest’ultimi, infatti, sono codificati in VP9, mentre la Apple TV richiede che sfruttino il codec compresso HEVC: diversamente, li gestisce scalandoli a 1080p (FullHD). Sempre tanta roba, ma non la stessa…

Il secondo grande problema emerso è, appunto, quello dello streaming. La Apple TV ha hard disk piccoli, da 32 o 64 GB e – per questo motivo – permette anche il download dei film acquistati solo nel caso della risoluzione HD: quelli in 4K, proprio perché paragonabili alla qualità di un UHD Blu-ray (“Hitman-Agente 47” peserebbe 38.6 GB, mentre “Batman vs Superman – Dawn of Justice” andrebbe sugli 89,8 GB!), si è scelto di renderli fruibili solo via streaming. Ragionevole, certo: peccato che Apple, per garantire un servizio di buona qualità, richieda almeno 25 Mbps costanti come ampiezza di banda e le linee, in Italia, raramente hanno questa qualità. A meno di non avere la fibra, nella maggior parte dei casi, si è condannati ad una snervante visione dei contenuti con continue fasi di buffering

Considerando, infine, il costo del set-top box Apple, notevolmente superiore (199 euro per la versione con 32 GB di storage, e 219 per quella da 64 GB) a quello di un economico equivalente androidiano (se ne trovano anche sotto i 40 euro!), la beffa è servita. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - In fondo, leggendo la notizia in questione, non si può nemmeno dire che sia colpa di Apple. Loro annunciano i prodotti, con determinate specifiche tecniche, poi spetterebbe alle majors fornire i contenuti idonei, ed agli Stati dotare i propri utenti delle infrastrutture in grado di reggere i primi. Siccome, però, quasi mai tutte le tessere formano un mosaico perfetto, almeno nella realtà quotidiana, forse Cupertino avrebbe potuto dotare le Apple TV 4K di hard disk più grandi di quelli di un banale smartphone, e supportare il download anche nel caso dei contenuti 4K...

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