AI e adolescenti, Meta sospende i personaggi virtuali: una pausa obbligata per ripensare l’esperienza

Meta sospende l’accesso degli adolescenti ai personaggi virtuali basati su AI per rivedere l’esperienza e rafforzare le tutele dedicate ai più giovani.

AI e adolescenti, Meta sospende i personaggi virtuali: una pausa obbligata per ripensare l’esperienza

Meta ha deciso di tirare il freno su uno dei fronti più delicati dell’intelligenza artificiale applicata ai social: l’interazione tra adolescenti e personaggi virtuali. A partire dalle prossime settimane, infatti, gli utenti più giovani non potranno più dialogare con gli AI characters sulle piattaforme del gruppo, da Instagram a Facebook fino a Messenger.

La misura avrà validità globale e segna una svolta importante nella strategia dell’azienda, che parla apertamente di una sospensione temporanea per rivedere in modo profondo l’esperienza dedicata a questa fascia d’età. Il contesto in cui arriva questa decisione è tutt’altro che semplice. Da tempo il rapporto tra adolescenti, social network e benessere psicologico è al centro di un dibattito sempre più acceso, sia negli Stati Uniti sia in Europa.

Per Meta, inoltre, il momento è particolarmente delicato anche sul piano legale, con un procedimento imminente negli Stati Uniti che mette sotto la lente il livello di tutela garantito ai più giovani sulle sue piattaforme. In uno scenario del genere, l’introduzione di personaggi basati su AI, capaci di sostenere conversazioni continuative e potenzialmente molto coinvolgenti, è diventata un tema difficile da gestire senza rischi reputazionali. Va detto che Meta non è arrivata a questa scelta all’improvviso.

Già lo scorso autunno l’azienda aveva mostrato in anteprima una serie di strumenti di controllo parentale pensati proprio per i personaggi virtuali, con funzioni che avrebbero consentito a genitori e tutori di monitorare gli argomenti trattati, limitare alcune interazioni o disattivare del tutto le chat. Quelle novità erano attese nel corso del 2026, ma il piano è stato evidentemente rivisto. Invece di procedere per piccoli passi, Meta ha scelto una pausa netta, rinviando l’intero progetto a una fase successiva. Secondo quanto comunicato dall’azienda, la spinta decisiva sarebbe arrivata proprio dalle famiglie. Molti genitori avrebbero chiesto maggiore trasparenza su ciò che avviene nelle conversazioni con l’AI e strumenti di controllo più chiari e immediati.

Di fronte a queste richieste, Meta ha preferito sospendere l’accesso agli adolescenti piuttosto che introdurre correttivi parziali, ritenuti insufficienti a garantire un’esperienza davvero adeguata. Il blocco non si applicherà soltanto agli account che hanno dichiarato esplicitamente un’età inferiore alla soglia prevista. Scatterà anche per quei profili che, pur registrati come adulti, vengono considerati sospetti dai sistemi di stima dell’età basati sul comportamento e su altri segnali indiretti.

In pratica, chi tenta di aggirare le regole dichiarando un’età diversa potrebbe comunque vedersi limitato l’accesso ai personaggi virtuali. Meta ha già anticipato che, quando gli AI characters torneranno disponibili per gli adolescenti, lo faranno in una versione profondamente rivista. Le conversazioni saranno circoscritte a temi considerati appropriati, come scuola, sport e interessi personali, evitando argomenti più delicati. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’AI uno strumento di supporto e intrattenimento leggero, non una presenza invasiva o ambigua. Il caso Meta si inserisce in una tendenza più ampia. Anche altre realtà del settore stanno rafforzando le misure di sicurezza per i più giovani, consapevoli che l’AI conversazionale può avere un impatto significativo su utenti ancora in fase di crescita. La sospensione dei personaggi virtuali, più che un passo indietro, sembra quindi una mossa prudente per guadagnare tempo, ridisegnare le regole e trovare un equilibrio più solido tra innovazione tecnologica e responsabilità sociale.

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