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Woody Allen: nessun editore vuole pubblicare la sua autobiografia

Stando a quanto reso pubblico dal The New York Times, nessuna casa editrice sarebbe disposta a pubblicare l’autobiografia dell’83enne registra e sceneggiatore statunitense; il motivo a quanto pare sarebbe da ascrivere alla sua reputazione.

Gossip
Pubblicato il 7 maggio 2019, alle ore 23:13

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Woody Allen: nessun editore vuole pubblicare la sua autobiografia

Quella di Woody Allen rischia di diventare una battaglia contro i mulini a vento. Stando a quanto riportato dal The New York Times, nessuna casa editrice si è resa disponibile a pubblicare la sua autobiografia.

Per il quotidiano statunitense, i dirigenti di quattro delle più importanti case editrici nazionali si rifiutano di mandare alle stampe il libro per via della reputazione del cineasta, che negli ultimi tempi non brilla più come una volta. Lo scandalo #metoo, le accuse di molestie dalla figlia Dylan Farrow, tra le altre cose mai del tutto chiarite, hanno progressivamente messo in cattiva luce l’83enne regista newyorkese.

Pur avendo smentito l’ipotesi incesto, dando vita ad un’intensa battaglia legale che ha reputato la denuncia non credibile, tutto ciò non è stato sufficiente per ripulire l’immagine di fronte all’opinione pubblica. Ancora oggi il sospetto si trascina come un’ombra alle spalle di un regista che ha fatto la storia del cinema.

Non sorprende quindi che attori del calibro di Greta Gerwig, Ellen Page e Colin Firth abbiano in passato espresso tutto il loro disappunto per aver collaborato con lui. Anche alcuni protagonisti del suo prossimo film, Rainy Day in New York, di punto in bianco hanno formalmente preso le distanze dal progetto.

Il sentimento negativo che ha incominciato a ruotare intorno alla sua figura, ha coinvolto anche Amazon, colosso con il quale aveva sottoscritto un accordo per distribuire quattro film sul territorio statunitense. Amazon ha improvvisamente deciso di non onorare i termini del contratto, costringendo il filmmaker ad intentare una causa del valore di 68 milioni di dollari. Dal canto suo, Amazon ha fatto intendere di tenerci alla propria reputazione, specie ora che il mondo di Hollywood sembra aver voltato le spalle al regista. A pesare sono state anche le sue dichiarazioni, in cui aveva paragonato l’attuale atmosfera a quella che si poteva respirare ai tempi della caccia alle streghe. L’uscita non è stata apprezzata, tanto da determinare una frattura non solo con Amazon, ma anche con il mondo del cinema; ad oggi unici ad essere disposti a collaborare con lui sarebbero solo Javier Bardem e Anjelica Huston.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Alcune volte negli Stati Uniti ci si lascia andare a facili conclusioni che rischiano di compromettere la reputazione di una persona. Come nelle campagne elettorali, quello che può far cambiare idea all’opinione pubblica sono le classiche bugie create ad arte da abili professionisti del settore. Troppo spesso a far presa è il clamore della notizia, piuttosto che il contenuto di una sentenza passata in giudicato.

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