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Valentina Vignali, l’ultima provocazione shock della cestista: "Non farò mai la dieta Auschwitz"

La cestista e "influencer" Valentina Vignali è tornata a provocare con delle dichiarazioni shock che hanno innescato una bufera sul web: la replica della comunità ebraica e le scuse della sportiva.

Gossip
Pubblicato il 9 novembre 2018, alle ore 10:17

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Valentina Vignali, l’ultima provocazione shock della cestista: "Non farò mai la dieta Auschwitz"

Valentina Vignali, celebre giocatrice di basket e modella, è tornata a far parlare di sé per alcune dichiarazioni shock fatte su un suo post poi pubblicato sul suo profilo in un noto social network di condivisione d’immagine, che hanno creato non solo una bufera mediatica ma anche la profonda indignazione della comunità ebraica.

Valentina ha conquistato il popolo dei social non solo per il suo corpo avvenente e le sue curve mozzafiato, ma di lei si parla sul web anche per le polemiche che le sue dichiarazioni – o azioni – riescono a suscitare, tali che hanno più il sapore di vere e proprie provocazioni, nell’illusorio tentantivo – forse – di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica. 

Valentina Vignali ed il post sulla dieta “Auschwitz”

Non le è batato con tutta evidenza il gesto fatto lo scorso anno – si è mostrata su Instagram mentre maneggiava banconote da 50 e 100 euro, pavoneggiandosi della sua ricchezza – che se da un lato ha scatenato il putiferio sul web, dall’altro ha suscitato l’indignazione della celebre conduttrice napoletana Barbara D’Urso. 

L’ultima “perla di saggezza” – se così possiamo definirla – della Vignali riguarda stavolta un tema molto delicato, cioè quello degli ebrei di Auscwitz, infatti la cestista, dopo aver promosso una serie di prodotti alimentari dietetici, ha pubblicato sul suo profilo Instagram l’immagine di un mobiletto con vari prodotti, poi la scritta shock: “La dieta Auschwitz non la faccio manco se mi pagate“.

Un’occasione mancata per tacere, perché con tutta evidenza la Vignali non si è resa conto della gravità delle sue parole, che vanno tristemente ad aggiungersi anche a quelle della maglietta indossata da una ragazza a Predappio con suscritto “Auschwitzland”. E’ ancora drammaticamente presente – e sempre più ansiosamente dilagante – la leggerezza di certe persone nell’approcciarsi a temi tanto dolorosi e drammatici quali quelli dello sterminoio degli ebrei e delle deportazioni degli stessi nei campi di concentramento.

Inutile dire che il post della Vignali ha creato una bufera mediatica ed il suo profilo è stato preso d’assalto con commenti e critiche di ogni genere, dove si mette in evidenzia la mancanza di rispetto e la inopportunità delle sue parole, che hanno trovato peraltro l’immediata reazione della comunità ebraica, nella persona di Daniele Regard, che ha dichiarato: “Un commento da vomito. Il problema non è solo la sua totale ignoranza becera, ma che giovanissimi che la seguono leggano una cosa simile, banalizzandola. Influencer de che?“.

La Vignali pubblica le scuse: “Non volevo offendere nessuno. Sicuramente non era mia intenzione, dato che quest’estate invece che andare a Ibiza sono stata in Austria in vacanza a vedere tra tante cose anche i campi di concentramento“. Il popolo del web, oltre a domandarsi cosa abbia realmente capito la Vignali nel corso della sua visita al campo di concentramento, commenta la cosa attribuendole ad una grande ignoranza, oltre a totale mancanza di sensibilità nei confronti degli orrori perpretati ai danni della comunità ebraica nel lager polacco citato dalla cestista. Tra i tanti commenti sui social al riguardo si legge: “Non siamo sempre al circo o al bar, esistono questioni delicate e persone che meritano rispetto“, parole a cui fanno eco quelle di un altro utente che dice: “Battuta figlia della povertà culturale della nostra epoca, nella quale questa tipa è cresciuta“.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Sono rimasta davvero senza parole, si perché è davvero inammissibile, ma anche davvero molto triste e preoccupanti sentire parlare con tanta superficialità e leggerezza di fatti talmente gravi, importanti, dolorosi della nostra storia che mi suscita non poche riflessioni non solo sulla scarsa cultura delle nuove generazioni, ma anche della grande importanza della comunicazione, in tutte le sue forme e mezzi.

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