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Tiziano Ferro shock: "Ero un’alcolista, volevo morire"

La rivelazione del cantante nel suo docu-film, una vera e propria lettera a cuore aperto per i suoi fan e non solo: la lotta contro l'obesità e quella, altrettanto difficile, contro l'alcol.

Gossip
Pubblicato il 15 ottobre 2020, alle ore 12:03

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Tiziano Ferro shock: "Ero un’alcolista, volevo morire"

Su Prime Video – servizio di film, telefilm e documentari disponibile sulla piattaforma Amazon – sta per uscire il docu-film “Ferro”, ovvero la biografia di Tiziano Ferro, che verrà distribuita in ben 240 Paesi. La fama del cantante, infatti, da tempo ha superato i confini nazionali, e la diffusione della sua biografia inedita, che avverrà precisamente il 6 novembre 2020, promette di essere un successo senza precedenti.

Gli argomenti trattati sono infatti quelli più scomodi, più difficili, in alcuni casi addirittura terribili. Chi infatti pensava che la lotta di Tiziano Ferro contro l’obesità, di cui ha parlato per la prima volta qualche anno fa in occasione dell’uscita dell’album 111 (tanti erano i chili che era arrivato a pesare), fosse la battaglia più difficile nella vita del cantante, si sbaglia di grosso.

Nel docu-film “Ferro”, infatti, l’artista ha toccato anche il tema dell’alcolismo, un tunnel buio, apparentemente senza fine, che ha attraversato per un lungo periodo della sua vita e che l’ha quasi trascinato al fondo. Nella lettera che anticipa la sua biografia video, che è stata pubblicata sul Magazine 7 del “Corriere della Sera”, Tiziano Ferro ricorda quella sera in cui venne convinto a bere.

Un gesto apparentemente innocuo, qualcosa che fanno tutti. Ma per una personalità ancora fragile e sofferente come quella del cantante, che addosso portava ancora i segni del bullismo e dell’esclusione sociale vissuta da ragazzino, quando a scuola era quello costantemente ignorato o, peggio, preso ferocemente in giro senza nessuno che lo difendesse, l’alcol è diventato presto indispensabile“Da quel momento non ho più smesso di bere”, ha ammesso Ferro.

Per la maggior parte, ha raccontato, beveva da solo, perché l’alcol gli permetteva di non pensare al vuoto che sentiva dentro, alla solitudine e alla tristezza che spesso lo portavano verso un unico pensiero: quello della morte. “Ho perso occasioni e amici. Io ero un alcolista! L’alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti” ha proseguito. “Alcolista, bulimico, gay, depresso, famoso. Pure questo, famoso, mi sembrava un difetto, forse il peggiore”.

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Cosa ne pensa l’autore
Rossella Martielli

Rossella Martielli - Se queste sono le premesse, nonché ovviamente una piccola parte di quello che c'è nel docu-film "Ferro" che uscirà a breve su Prime Video, è facile prevedere come questa biografia costituirà un vero e proprio pugno allo stomaco. Non solo per i fan del cantante, che sono migliaia in tutto il mondo, ma anche per chi ha gli stessi problemi e spesso erroneamente pensa che le persone ricche e famose non soffrano come tutti i comuni mortali.

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