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Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Ylenia Carrisi: la speranza si riaccende

Le indagini su Ylenia Carrisi, la figlia di Al Bano Carrisi e Romina Power, scomparsa 24 anni fa, potrebbero essere prossime ad una svolta: la squadra omicidi di New Orleans ha rilasciato una dichiarazione che riaccende le speranze.

Gossip
Pubblicato il 16 luglio 2018, alle ore 16:23

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Il caso di Ylenia Carrisi pare, finalmente, prossimo ad una svolta. La figlia di Al Bano e Romina Power è scomparsa 24 anni fa da New Orleans, il 31 dicembre 1993. Le ultime conversazioni telefoniche della giovane risalgono a qualche giorno prima della sparizione, il primo gennaio 1994 e il giorno precedente quando aveva avuto un’accesa discussione con il padre.

Ylenia è stata vista per l’ultima volta il 6 gennaio dalla proprietaria dell’albergo ove la ragazza aveva abbandonato tutti i suoi effetti personali. La Carrisi condivideva la stanza con Alexander Masakela che, non solo non ne denunciò la scomparsa, ma rimase in albergo fino al 14 gennaio: tentò di pagare il vitto con gli assegni turistici di Ylenia.

All’epoca qualcuno giurò di averla vista annegare nel Mississippi, altri di averla veduta per le vie della città pochi giorni dopo, ulteriori sedicenti personaggi affermarono che Ylenia era stata drogata e “venduta” a un non ben identificato racket.

Alexander Masakela, un trombettsta dal passato decisamente nebuloso, interrogato dalla polizia affermò con risolutezza che non sapeva assolutamente dove si trovasse la giovane ma che era certo che fosse viva. L’uomo, all’epoca 54enne, venne in seguito arrestato perché accusato di stupro da una delle sue donne. Alexander sostenne che la fatidica sera del 6 gennaio la figlia di Al Bano e Romina Power restò ad osservarlo suonare la sua tromba su Royale Street, nel quartiere francese, per poi ad allontanarsi per passeggiare come di consueto: “Nel luglio scorso sono stato io a confortarla ed aiutarla dopo che un uomo l’ aveva spaventata a morte durante una notte trascorsa all’ Armstrong Park” osservò a sua discolpa.

Al Bano e Romina concordano su una cosa: il trombettista è uno spirito del male e non possono credere che abbia riportato la verità sui fatti intercorsi durante quella tremenda giornata. Il primo dicembre 2014 Albano ha presentato al tribunale di Brindisi una dichiarazione di morte presunta contro la volontà della madre.

Nel 1996 le dichiarazioni rilasciate da un serial killer, Keith Hunter Jesperson, conosciuto come Happy Face Killer, riaprirono il caso: il soggetto aveva sostenuto di aver ucciso una ragazza con uno zaino in spalla che faceva l’autostop per il Nevada o la California estremamente simile alla Carrisi. Le investigazioni successive hanno negato ogni suo coinvolgimento nel caso. A New Orleans il tasso di sparizioni della ragazze è altissimo: le indagini stanno cercando di recuperare il tempo perduto, di comprendere che fine hanno fatto.

Secondo le dichiarazioni del detective della squadra omicidi di New Orleans Police Departement la famiglia può continuare a sperare: “Ylenia Carrisi è viva. Abbiamo nuovi indizi su dove si trovi ma non possiamo fornire ulteriori dettagli, visto che l’indagine è ancora in corso”.

Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Romina Power ha sempre, giustamente, sostenuto che le indagini in merito alla scomparsa della figlia non sono state fatte adeguatamente e che il trombettista, noto per le sue allucinanti inclinazioni sessuali, non sia mai stato attenzionato con la dovuta cura. Spero che vi sia una svolta, per dei genitori non sapere la verità sulla scomparsa di una figlia è un dolore insanabile, lacerante.

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