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Sedotto per l’acquisto di una Ferrari, giudice condanna l’imprenditore

Un imprenditore di Treviso, 42 enne, ha mosso accusa verso la titolare di una concessionaria per avergli estorto la firma su contratto d'acquisto per una Ferrari, dopo una sbronza. Il giudice condanna invece l'uomo a risarcire la donna con 15000 euro

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Pubblicato il 21 aprile 2014, alle ore 17:44

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Sedotto per l’acquisto di una Ferrari, giudice condanna l’imprenditore

Un uomo 42 anni, di Vazzola, paese in provincia di Treviso, di professione imprenditore, si è trovato tra le mani un contratto di acquisto di una Ferrari di 160 mila euro che lui è convinto di non aver firmato. Intendiamoci, di non aver firmato in pieno possesso delle sue facoltà mentali, perché, come dichiara l’uomo, la firma del contratto gli è stata estorta dopo una bella ubriacatura organizzata proprio dalla titolare della concessionaria, una donna molto avvenente, che non ha avuto scrupoli a fargli firmare un contratto così sostanzioso.

L’accusa dell’imprenditore parte dal presupposto che la donna, pur di vendergli l’auto, l’abbia sedotto, a prova di questo, l’uomo presenta un paio di slip che ha trovato tra il cambio e il sedile della macchina, che a quanto pare la signora ha dimenticato nell’atto di fuggire dopo la firma. Quando il giovane si è completamente ripreso e ha visto il contratto è letteralmente impazzito, così ha deciso di citarla in giudizio, convinto che la ragione sarebbe stata dalla sua parte.

Ma le cose non sono andate così: la signora, che oltre ad essere un abile donna d’affari è anche molto astuta, si è rivolta ad un avvocato dichiarando che le accuse dell’imprenditore hanno diffamato la sua persona, compromettendo la sua reputazione, ha anche richiesto il pagamento di danni morali. E ha addirittura vinto la causa! Infatti, secondo il giudice civile, lo slip non è una prova concreta che può dimostrare che le cose siano andate come ha descritto l’imprenditore, mentre la signora ha tutti i motivi per lamentarsi delle sue diffamazioni, che provocano danni alla sua persona. La vicenda è stata ribaltata del tutto, adesso l’imprenditore deve pagare alla titolare della concessionaria 15.000 euro, che si aggiungono alla cifra già esosa della truffa che ha subito. Dunque, come si dice in questi casi, oltre il danno la beffa, ma forse potrà consolarsi girando con la sua bella Ferrari, oppure potrà escogitare qualcosa per recuperare in parte la somma. E’ chiaro però che questo genere di cose possono succedere, specialmente in un periodo come questo che di affari se ne vedono pochi, c’è chi escogita piani astuti per procacciare qualsiasi contratto.

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