Scoop su Jovanotti, il cantante afferma: "Sono amico di un terrorista"

Il dolcissimo e scanzonato cantautore dai brani ballabili e indimenticabili, ha svelato al settimanale Vanity Fair la sua amicizia con una persona che fu coinvolta in un noto delitto. Ecco i dettagli dell'intervista.

Scoop su Jovanotti, il cantante afferma: "Sono amico di un terrorista"

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, si è sbottonato ai giornalisti del magazine Vanity Fair, lasciandosi andare in inediti ricordi, tutti raccolti in una lunga intervista. Tra nostalgici ricordi della sua gioventù, giudizi sui fatti di cronaca più recenti e i successi che costellano la sua carriera, il 51enne di Roma ha rivelato anche un delicato segreto che concerne un suo amico, del quale non aveva mai proferito parola a nessuno.

Il cantautore ha raccontato con nonchalanche che un superiore di suo padre era solito invitare lui e la sua famiglia nella casa di campagna di Monterotondo. Jovanotti, che all’epoca aveva circa otto-dieci anni, ebbe l’occasione di conoscere il figlio del collega di suo padre, un certo Alessio Casimirri. Tale ragazzo, molto più adulto del cantante, gli apparse subito come una persona caparbia e tenace.

Il 51enne dalla simpaticissima ‘R moscia’ ha continuato il racconto svelando ai giornalisti che, a distanza di molti anni, è venuto a sapere – con grande stupore e shock – che questo ragazzo era entrato a far parte delle Brigate Rosse e fu coinvolto attivamente al rapimento di Aldo Moro, al terribile massacro della sua scorta in Via Fani, per poi fuggire in Nicaragua.

Dopo questa scottante confidenza, Lorenzo Cherubini ha voluto cambiare completamente argomento, concentrandosi sul lancio del suo 14esimo capolavoro discografico “Oh, vita!” disponibile ai fan l’1 dicembre 2017, esattamente dopo trent’anni dal primo LP,  “Jovanotti for President”.

Ma gli argomenti della sua esclusiva intervista non si sono conclusi lì. Un’altra tematica affrontata dal cantautore è stata la sua conoscenza/amicizia con Silvio Berlusconi. È affiorato un lontano ricordo relativo ad un pranzo in compagnia del cavaliere a Villa Arcore. “Ci mostrò la sua villa, la pinacoteca e la palestra. Giocava il Milan a San Siro e ci invitò persino ad andarlo a vedere dopo pranzo con il suo elicottero. Atterrammo nel parcheggio di San Siro e lui disse: «Chi non piscia in compagnia…» con un tono un po’ ironico e scherzoso”.

L’intervista in seguito si sposta su un argomento molto più contemporaneo, ossia il tanto discusso caso Weinstein. Lorenzo Cherubini torna serio e afferma che, in una situazione di grande potere, un individuo del calibro di Weinstein avrebbe dovuto avere più consapevolezza delle sue responsabilità. Jovanotti ha testualmente detto: “Fra dieci anni, quando un produttore non inviterà più una ragazza di vent’anni con i pantaloni abbassati in camera sua – perché sa che potrebbe andare in galera – un passo avanti sarà stato fatto”.

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