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Rita Dalla Chiesa e lo sfogo sui social per il furto della bandiera.

L'ex presentatrice ventennale di Forum si sfoga su Facebook perchè stanca di subire "offese" nei confronti della lapide commemorativa del padre. Questa volta i "teppisti" hanno portato via il tricolore con su scritto "papà".

Gossip
Pubblicato il 7 aprile 2017, alle ore 14:31

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Rita Dalla Chiesa e lo sfogo sui social per il furto della bandiera.
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Rita dalla Chiesa, ex conduttrice televisiva – sopratutto conosciuta per la sua costante presenza a Forum dal 1988 al 1997 – e giornalista italiana (nata a Casoria il 31 agosto 1947), si è sfogata sui social per il furto subìto in questi giorni.

Infatti, la figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – generale e prefetto italiano deceduto, a causa di un attacco mafioso, a Palermo il 3 settembre 1982 – ha espresso il suo dispiacere per il furto della bandiera italiana che da tempo aveva posto, come omaggio, sulla lapide del padre.

La salma del generale in realtà riposa nel cimitero della Villetta a Parma, ma a Palermo, sul luogo del delitto – precisamente in via Isidoro Carini – la conduttrice nell’estate del 2015 aveva riposto il tricolore con su scritto semplicemente “papà”.

Già da diverso tempo Rita, durante un’intervista, aveva esposto il suo malcontento circa lo stato di degrado in cui versava la lapide commemorativa del padre, ma questa volta ha scelto di esporre il suo “disgusto” per l’accaduto scrivendo un post su Facebook: “Dov’è finita la bandiera che avevo messo a mio padre? Mi hanno mandato questa foto. Dov’è il tricolore con scritto papà?“, postando quindi la foto che ritrae proprio l’assenza del tricolore.

In tanti i fan che le scrivono e le porgono il loro supporto morale, ma la presentatrice non può che ribadire che la bandiera era messa in alto, legata con il ferro e che, di conseguenza, si tratta di un atto volontario fatto proprio a suo discapito.

Inoltre la presentatrice, presa dall’ira e anche dal dispiacere, ha dichiarato che è inaccettabile questo comportamento, come inaccettabili erano gli eventi passati, quando sulla lapide del padre trovava bicchierini di caffè usati buttati e addirittura una vecchia bicicletta parcheggiata proprio nel punto in cui è stato ammazzato il generale.

“Una vergogna per i palermitani onesti. Sotto le abitazioni di Falcone e Borsellino, ho trovato amore, ricordi, messaggi, la targa della Nave della legalità. Ho pregato anche io davanti al loro immenso sacrificio, e a quello delle loro scorte. Mi sono chiesta perché tutto questo non c’è anche dove hanno massacrato mio padre?” ha inoltre scritto la conduttrice, concludendo con la pubblicazione di una seconda foto che ritrae la bandiera appena, e sotto la quale ha scritto: “Quella bandiera ce l’abbiamo nel cuore. E da lì non può togliercela nessuno”.

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Cosa ne pensa l’autore
Sonia Verardo

Sonia Verardo - Che squallore, non posso credere che vi siano in giro persone in grado di compiere certi gesti! Come si può "profanare" una lapide commemorativa di un generale e prefetto italiano che ha perso la vita per tutti noi? Mi auguro davvero che tutto ciò possa non accadere più perchè il dolore che possono provocare tali gesti è davvero grande.

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