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Pupo, il racconto del periodo buio tra debiti e pensieri suicidi: "Un camion mi salvò"

Pupo, in un'intervista al quotidiano Libero, racconta il suo periodo davvero difficile, quando dovette fare i conti con debiti e pensieri suicidi: ecco cosa ha raccontato.

Gossip
Pubblicato il 24 giugno 2020, alle ore 17:51

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Pupo, il racconto del periodo buio tra debiti e pensieri suicidi: "Un camion mi salvò"

Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi, ha decido di raccontare una parte della sua vita che lo ha profondamente segnato: il periodo in cui doveva fare i conti con una situazione economica tragica – a causa di debiti importanti – e manie suicide. Tutto questo lo ha raccontato al quotidiano Libero che ha raccolto la sua testimonianza.

Questo momento difficile – per usare un eufemismo – ha avuto delle serie ripercussioni anche sulla sua carriera che, inevitabilmente, ha avuto una brusca frenata, contribuendo così ad aumentare ancora di più la gravità della situazione. Nonostante tutto, però, è riuscito a tirarsi su e iniziare una nuova esistenza.

Pupo apre una finestra sul suo doloroso passato

Il racconto di quegli attimi rende l’idea di quanto potesse essere disperato e non vedere una via d’uscita da quell’inferno della mente. Tutto accadde alla fine degli anni 80 – come lui stesso ricorda – e aveva perso tutto, era sommerso dai debiti e ogni cosa in suo possesso gli era stata pignorata: “La banca mi chiedeva cinquanta milioni che io non avevo. Così cercai fortuna al Casinò ma persi altri 40 milioni. Al ritorno verso casa mi fermai sul cavalcavia tra la Toscana e l’Emilia andai verso il bordo del viadotto”.

Fu proprio in quel momento che Pupo prese la decisione più sofferta della sua vita, mettere fine a tutti quei pensieri e non sentire più niente, ma per fortuna ci pensò il caso ad evitare questa tragedia: “Improvvisamente passò un camion che letteralmente mi spostò con l’aria fatta con la sua velocità risvegliandomi dal torpore. Mi salvò la vita. Da quel momento ho recuperato tutto”. Come se qualcuno gli avesse dato una scossa e lo avesse fatto tornare con i piedi per terra e gli abbia fatto capire che quella non era certo una soluzione.

Dopo quel momento, Pupo riprese in mano la sua vita e riavvicinandosi alla moglie Anna che aveva sposato il 28 luglio 1974. Pochi anni dopo conobbe Patricia con la quale intraprese una relazione, pur non lasciando mai la moglie. Questo attirò su di lui le critiche di chi non comprende e accetta la bigamia: “Siamo una famiglia allargata ed il Natale, quando il lavoro lo permette, lo passiamo tutto assieme. Ormai Anna e Patricia sono diventate amiche“.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Sono momenti che nessuno vorrebbe vivere o conoscere, penso che se qualcuno arrivi a pensare al suicidio, debba aver provato il dolore più grande in assoluto e la paura di non riuscirlo più a sopportare. In molti lo considerano un gesto di egoismo, e forse un po' lo è anche, ma sicuramente arriva da un inferno insopportabile.

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