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Prati-gate, l’affondo dell’avv. Taormina: "Pamela Prati voleva che andassi dalla D’Urso, sapeva bene cosa faceva"

Nuove accuse e inaspettati retroscena sul caso Pratigate sono stati rivelati dall'avvocato Carlo Taormina nel corso di una recente intervista: ecco le sue parole.

Gossip
Pubblicato il 31 maggio 2019, alle ore 17:16

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Prati-gate, l’affondo dell’avv. Taormina: "Pamela Prati voleva che andassi dalla D’Urso, sapeva bene cosa faceva"

Lo scandalo del Prati-gate continua a tener banco ed infiammare l’opinione pubblica italiana, sempre più indignata in considerazione dei numerosi retroscena che emergono giorno dopo giorno, trasformando così la vicenda, che vede coinvolte la showgirl Pamela Prati e le due manager Eliana Michelazzo e Pamela Perricciolo, da mero fatto di costume a inchiesta giudiziaria.

Dopo aver sentito la nuova verità di Pamela Prati a Verissimo circa l’inesitenza di Mark Caltagirone, così come le ultime dichiarazioni di Eliana Michelazzo a “Live – Non è la D’Urso“, a cui si aggiungono quelle del legale della Prati, l’avvocato Irene Della Rocca, a Storie Italiane – dove ha parlato di circonvenzione di incapace per la sua assistita – torna a parlare l’avvocato Carlo Taormina, primo legale a cui si era rivolta la Prati, che ha svelato alcuni inaspettati retroscena.

I retroscena inediti raccontati da Carlo Taormina

Il noto legale – che tra i suoi casi vanta la difesa di alcuni ufficiali coinvolti nella strage di Ustica, ma anche il caso dell’eccidio delle Fosse Ardeatine per cui assunse la difesa dell’ex capitano delle SS Erich Pribke, ed ancora il delitto di Cogne per conto di Anna Maria Franzoni – è stato ospite a Iceberg Lombardia, dove ha dichiarato: “Sarà difficile provare la circonvenzione di incapace per la Prati, sapeva esattamente cosa faceva“.

Ma non è finita qui, perché il principe del foro ha chiosato dicendo: “voleva dettare la linea difensiva e voleva che andassi dalla D’Urso. Mi ha pregato di restare ma ho lasciato“. Taormina ha poi raccontato che la creazione di matrimoni finti è un’industria, che comporta vantaggi mediatici ed economici.

Grazie alla presenza di un esposto, la magistratura ora potrà fare i dovuti accertamenti ed indagare in una vicenda che, se inizialmente sembrava essere solo un fatto di gossip, ora sta diventando ben altro, configurando anche il reato di truffa. Taormina ha chiarito, inoltre, che non solo non è stato invitato al matrimonio della Prati, ma che aveva ripetutamente chiesto alla showgirl di parlare con Mark Caltagirone.

Stando a quanto dichiarato dal legale, la showgirl non gli avrebbe mai mostrato neanche una foto del sedicente imprenditore, dunque senza tanti giri di parole l’avvocato Taormina afferma: “E’ una farsa” – aggiungendo – “Pamela Prati non poteva non essere a conoscenza che si trattava di una situazione uguale a tante altre, compresa la vicenda di Michela Miconi“.

Poi la clamorosa rivelazione inedita: “Loro volevano che io andassi a Live – Non è la D’Urso a testimoniare che Mark Caltagirone esisteva: fu la Prati a chiedermi questa cosa, ma io ho detto di no e non sono caduto nella loro trappola“. Insomma Taormina sembra aver creduto alle parole della Prati fino a quando non ha avuto le prove che tutto questo in realtà era una squallida farsa.

Inizialmente l’avvocato ha creduto a ciò che gli era stato raccontato, ma poi, riflettendo, ha intuito che ci potesse essere una strumentalizzazione , comunicandolo alla diretta interessata e mettendola al corrente del fatto che per integrare il reato di truffa sarebbe bastato avere l’utilità dell’esclusiva del suo matrimonio, anche se poi questo non fosse avvenuto.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - La testimonianza dell'avvocato Carlo Taormina, resa nel corso di una recente intervista, avvalora ancora di più l'ipotesi che Pamela Prati fosse pienamente consapevole di quanto le stesse accadendo, a partire dall'inesistenza del suo fantomatico futuro marito. Ma con quale presunzione si ci può sedere nello studio di un avvocato pretendendo di dettare la linea difensiva?

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