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Partita iva per una escort, multata per evasione fiscale

Decisa a regolarizzare la sua posizione, una escort apre la partita iva per giustificare i guadagni e dichiarare le tasse con i soldi provenienti dal suo lavoro. Un compromesso che non ha riferimento in nessun articolo della costituzione

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Pubblicato il 20 febbraio 2014, alle ore 01:17

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Partita iva per una escort, multata per evasione fiscale

Un compromesso decisamente fuori dagli schemi, quello della transessuale Efe Bal, che preferisce costituire una ditta individuale con regolare partita iva per non subire altre sanzioni dal fisco. Decisa a non pagare l’ingente multa fatta da Equitalia, che supera i 400 mila euro, la bella Efe Bal, famosa per essere stata spesso ospite di varie trasmissioni, ha dichiarato di voler pagare le tasse, proprio come un comune lavoratore autonomo. Aggiunge però che la sua non è tanto una battaglia contro il fisco, quanto contro l’ipocrisia delle persone che non vogliono ammettere che prostituirsi è un lavoro come un altro.

Alle parole di Efe Bal è seguito un vero e proprio dibattito sull’impossibilità di tassare un lavoro che non rtientra in nessuna categoria specifica, e non è dunque regolato da nessuna normativa. Una discussione che è arrivata anche in Parlamento ma senza trovare soluzioni adeguate a risolvere la spinosa questione. Nel frattempo, in base agli accertamenti eseguiti dalla guardia di finanza, sono stati rilevati altri redditi dai file del computer di Efe e le è stata notificata un’altra multa di 50 mila euro. Seccata dalle accuse e anche dalle multe salate, Efe Bal si è rivolta a un avvocato che, con molta diplomazia, ha trovato una valida escamotage: la creazione di una ditta individuale con tanto di partita iva, riuscendo a stabilire una forma di compromesso per proteggere la sua cliente dall’accusa di evasione fiscale. Da questo momento la transessuale potrà svolgere il suo lavoro indisturbata, e pagare i redditi provenienti dalla sua attività.

La escort ha anche aggiunto che, come lo ha fatto lei, potrebbero regolarizzare la posizione tutti coloro che esercitano questa attività, il che significherebbe nuovi e inaspettati introiti per lo stato. Certo, sarà proprio difficile mettere d’accordo religiosi e politici, che hanno senza dubbio opinioni diverse nell’accettare la prostituzione come professione, perché se da un lato è giusto pagare le tasse, dall’altro è impensabile che in una dichiarazione dei redditi, alla voce “redditi provenienti da”appaia accanto il nome di “prostituta o escort”! Staremo a vedere le reazioni e le conseguenze alle affermazioni di Efe Bal, soprattutto di color che esercitano il suo stesso mestiere.!

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