Megan Gale torna in TV con Iliad e accende la guerra con Fastweb: lo spot finisce nel mirino della concorrenza

La campagna con Megan Gale per Iliad ha acceso uno scontro con Fastweb, che contesta allo spot elementi di concorrenza sleale e ha chiesto la rimozione della pubblicità.

Megan Gale torna in TV con Iliad e accende la guerra con Fastweb: lo spot finisce nel mirino della concorrenza

Il ritorno di Megan Gale sugli schermi italiani con la nuova campagna pubblicitaria di Iliad non è passato inosservato, ma ha rapidamente superato i confini della semplice operazione di marketing. Lo spot, costruito attorno al claim “Poche cose sono per sempre” e alla scelta dell’ex modella di “cambiare”, è diventato il centro di una controversia legale che coinvolge direttamente Fastweb, oggi proprietaria delle attività italiane di Vodafone.

Nel filmato, Megan Gale attraversa le strade di Milano e viene riconosciuta dai passanti, che la associano a una storica pubblicità di un altro operatore. È proprio da questo elemento narrativo che nasce il nodo della disputa: per Iliad si tratta di un messaggio ironico e immediato sul concetto di cambiamento, mentre per Fastweb lo spot configurerebbe un “indebito agganciamento” all’identità visiva e comunicativa di Vodafone, con il rischio di generare confusione tra i consumatori.

La contestazione non si limita al contenuto narrativo, ma tocca anche elementi visivi e verbali. Secondo la posizione del gruppo, l’uso del colore rosso e alcune battute inserite nello spot richiamerebbero in modo troppo diretto l’immaginario storico di Vodafone, suggerendo una comparazione implicita tra operatori. Un’impostazione che, sempre secondo Fastweb, avrebbe l’effetto di valorizzare Iliad a discapito del concorrente attraverso un meccanismo di associazione indiretta.

La replica non si è fatta attendere. Benedetto Levi, CEO di Iliad Italia, ha risposto sui social sottolineando la natura volutamente simbolica del messaggio pubblicitario, ribadendo il concetto di libertà di scelta e di cambiamento come elemento centrale della comunicazione del brand. Una linea che conferma l’impostazione tipica dell’operatore francese, spesso orientato a campagne dal forte impatto narrativo e semplificato.

Sul piano legale, la situazione si è rapidamente irrigidita. La nuova proprietà di Vodafone avrebbe inviato una diffida formale chiedendo la rimozione immediata dello spot da televisione e piattaforme digitali entro 24 ore, paventando un possibile ricorso alle sedi giudiziarie competenti in caso di mancato rispetto della richiesta. Una mossa che ha trasformato una campagna pubblicitaria in un caso industriale a tutti gli effetti.

Al centro della disputa resta il confine sempre più sottile tra comunicazione comparativa e concorrenza sleale nel settore delle telecomunicazioni, un ambito dove le campagne pubblicitarie giocano spesso su richiami indiretti e storytelling emotivo. La presenza di un volto noto come Megan Gale ha amplificato ulteriormente l’eco mediatica, rendendo la vicenda un tema di discussione anche al di fuori del mercato telefonico. In attesa di sviluppi, lo spot di Iliad continua a circolare, mentre il confronto tra operatori si sposta progressivamente dal terreno commerciale a quello legale. Un segnale di quanto il marketing nel settore telco sia ormai diventato una vera e propria arena competitiva, dove ogni dettaglio comunicativo può trasformarsi in una disputa ad alta tensione.

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