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Marlon Brando era convinto che Michael Jackson fosse un pedofilo

Un'inedita testimonianza rilasciata nel 1994 da Marlon Brando sul conto di Michael Jackson, rafforza il partito di coloro che ritengono che il cantante fosse un pedofilo. Ecco cosa rivelò 25 anni fa agli inquirenti il due volte premio Oscar.

Gossip
Pubblicato il 31 agosto 2019, alle ore 09:44

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Marlon Brando era convinto che Michael Jackson fosse un pedofilo

A oltre 10 anni dalla sua scomparsa, Michael Jackson continua a rimanere una figura molto chiacchierata e controversa. A far discutere sono le accuse di pedofilia rivolte all’intramontabile Re del Pop, che negli ultimi tempi hanno ripreso vigore a seguito della diffusione dell’ormai celebre documentario Leaving Neverland

In questo continuo braccio di ferro mediatico tra innocentisti e colpevolisti, l’ultimo colpo di scena arriva a scomodare un grande artista come lo è stato Marlon Brando. Come rivelato dal Los Angeles Times, l’attore morto nel 2004 tuttora considerato una delle più grandi stelle di Hollywood, si era convinto che il cantante di Beat It fosse un pedofilo

A confermare questa tesi troviamo una testimonianza giurata del tutto inedita rilasciata nel 1994 dall’interprete di Ultimo tango a Parigi. Convocato dalla procura di Los Angeles, Brando rivela in quella circostanza l’esistenza di un accordo molto particolare con il cantante: quest’ultimo si era infatti impegnato a svelargli i segreti della danza, mentre l’attore gli avrebbe concesso delle lezioni di recitazione.

Durante i loro incontri, Marlon Brando ebbe modo di conoscere meglio The King of The Pop. Più nello specifico, nel corso di una cena tenutasi nel Neverland Ranch, l’interprete de Il padrino maturò l’idea che il cantante fosse gay. In quello che verrà rivelato nell’episodio finale di un podcast realizzato da Brandon Ogbor, Telephone Stories: The Trials of Michael Jackson, in programma da domenica sul sito Luminary, si può scoprire che i due ebbero anche modo di parlare di alcuni temi molto intimi. In particolare Brando domandò a Jackson se fosse vergine, il quale cercò di sviare arrossendo e sghignazzando. 

L’atteggiamento non cambiò nemmeno nel momento in cui il divo cercò di approfondire il discorso con un più diretto “Dunque, come fai con il sesso?“. Fu proprio in quella circostanza che Brando intuì che Jackson fosse molto diverso, incapace di vivere emozioni reali. Fu però in secondo momento che si convinse che la star di Thriller dovesse aver avuto “qualcosa a che fare con quei ragazzini“. Ad accendergli la lampadina furono le parole di odio rivolte verso il padre, ma soprattutto una frase molto eloquente: “Non conosco e non mi piace nessuno della mia età“. 

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La deposizione di Marlon Brando sarà anche significativa e rafforzerà la posizione del partito dei colpevolisti, ma rimane pur sempre ancorata a delle mere impressioni personali. In altre parole non ci sono prove inequivocabili che fosse un pedofilo, ma solo una serie di sensazioni che possono tutt'al più aumentare dubbi e sospetti.

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