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Maria Grazia Cucinotta: “In passato sono stata aggredita da uno sconosciuto”

Con un’intervista rilasciata al settimanale “Diva e Donna”, Maria Grazia Cucinotta parla del suo nuovo libro “Vite senza paure” e di quella volta che a 20 anni venne aggredita da uno sconosciuto nell’androne di un palazzo a Parigi.

Gossip
Pubblicato il 16 ottobre 2020, alle ore 12:08

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Maria Grazia Cucinotta: “In passato sono stata aggredita da uno sconosciuto”

In passato sono stata aggredita da uno sconosciuto”. È questa la rivelazione scioccante rilasciata da Maria Grazia Cucinotta al settimanale Diva e Donna. L’attrice che ha segnato un’epoca nel panorama cinematografico italiano e internazionale, in occasione della presentazione del suo nuovo libro “Vite senza Paura. Storie di donne che si ribellano alla violenza, in libreria dal 13 ottobre, ha voluto rilasciare un’intervista al periodico di Angelo Ascoli, soffermarsi su questo drammatico episodio in cui è rimasta coinvolta all’età di 20 anni mentre per lavoro si trovava a Parigi.

Da anni lontano dalle scene, la 52enne ex modella siciliana che divenne famosa a metà degli anni Novanta grazie al film Il postino, è sempre in prima linea nella lotta alla violenza di genere, tanto da aver deciso di fondare nel 2019 la onlus Vite senza paura. A spingerla a dir vita a questa iniziativa è stata anche l’aggressione subita decenni fa nella capitale francese, mentre stava per recarsi ad un provino per una pubblicità.

A voler abusare di lei è stato un uomo che lei descrive distinto, in giacca, cravatta e ventiquattrore. Dall’apparente età di 35 anni, Maria Grazia Cucinotta riesce a vederlo con la coda dell’occhio mentre si trovava nell’androne del palazzo dove abitava. Afferrandola da dietro per il collo,  con forza ha cercato di strapparle la felpa. In preda al panico, è però riuscita a sferrare qualche calcio all’indietro che le hanno dato giusto il tempo per scappare, mentre lui cadeva e scivolava sul pavimento.

Terrorizzata è poi riuscita a prendere l’ascensore e raggiungere il piano dove si trovava il suo appartamento. Qui chiudendo la porta e usando tutti i mobili possibili a mo’ di barricata, ha chiamato il suo agente in lacrime. A quel punto ha deciso di sporgere denuncia alla polizia. Ma è qui che accade l’assurdo. I funzionari sembrano molto perplessi, mettendo in dubbio la sua ricostruzione dei fatti e deridendola perché italiana e formosa.

Le fanno domande su come fosse vestita, perché avesse lasciato l’Italia e chi le pagasse l’affitto, infine guardandola con gli stessi occhi del suo carnefice, le fanno presente che la sua prorompenza è un vero e proprio invito alla violenza. Sentendosi incompresa per non dire colpevole, Maria Grazia Cucinotta conclude mestamente con un “pensavo che le forze dell’ordine mi sarebbero venute a salvare, invece mi hanno dato il colpo di grazia”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Quella di Maria Grazia Cucinotta è la classica storia della donna vittima di violenza che, anziché venire aiutata nel dramma che ha vissuto, viene colpevolizzata perché considerata causa stessa dell’aggressione. Il fatto che sia un’icona della bellezza mediterranea non significa che ognuno si debba sentire libero di allungare le mani su di lei. Se questa è una giustificazione, a quel punto se ne potrebbero accampare molte altre che scagionerebbero chiunque da qualsiasi altro tipo di violenza.

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