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Marco Predolin contro la psicosi da Coronavirus e la triste etichetta di "untore"

L'ex conduttore Mediaset Marco Predolin ha ricordato, nel corso di una recente intervista, il dolore provato per essere stato additato nel 1992 come malato di Aids.

Gossip
Pubblicato il 5 marzo 2020, alle ore 10:13

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Marco Predolin contro la psicosi da Coronavirus e la triste etichetta di "untore"

Marco Predolin è tornato alla ribalta della cronaca grazie ad alcune dichiarazioni rilasciate nel corso di una recente intervista al settimanale “Oggi”, dove ha parlato anche di una sua triste e dolorosa esperienze avvenuta qualche anno fa, quando girava su di lui una voce falsa, riguardante la contrazione dell’Aids.

Mai come in questi giorni in cui si combatte l’odiosa pratica di etichettare come “untore” chi ha contratto il coronavirus, l’esperienza vissuta dall’ex conduttore in quota Mediaset può essere utile a molti per comprendere il dolore e quanto danno può fare diffondere notizie false o tendenziose nei confronti di altre persone.

Marco Predolin ricorda un momento difficile della sua vita

Una pratica, questa, che si è replicata in parte anche al Grande Fratello Vip 4, dove Antonella Elia è stata considerata da Fernanda Lessa, e non solo, come una persona che porta energia negativa; un atteggiamento deprecabile che, come ha giustamente ricordato anche Alfonso Signorini nel corso dell’ultima puntata, si verificato anche anni fa con Mia Martini, sulla quale girava la voce che portasse male. Questo la condusse prima al declino della sua carriera, poi alla morte.

Ed è contro questo tipo di atteggiamento mentale che Marco Predolin combatte, affinché non succeda più ad altri ciò che successe a lui circa venti anni fa, quando al culmine della sua popolarità incominciò a girare una brutta voce, falsa, riguardante il fatto che fosse malato di Aids. Una maldicenza che inevitabilmente ebbe gravi ripercursioni sulla sua vita professionale e privata.

Per contrastare il fiume di calunnie che furno scritte sul suo conto, il conduttore decise di fare il test e rendere pubblico il risultato, in tal senso le sue parole: “Andai da Costanzo a mostrarlo in tv e poi tenevo sempre quel foglietto in tasca, per placare gli increduli“. Le maldicenze travolsero però la sua vita.

Forte della sua triste eperienza, Predolin commenta la psicosi che si sta riscontrando in alcune parti d’Italia a causa del Coronavirus, ricordando ad esempio l’atteggiamento avuto da una signora di Ischia – ospite in collegamento a “Pomeriggio Cinque” – nei confronti di un gruppo di turisti provenienti dal nord Italia.

Temo che anche quando tutta questa storia sarà finita, saranno sempre quelli di Codogno e dintorni. L’ignoranza impera“, afferma l’ex gieffino che ricordiamo partecipò per breve tempo al Grande Fratello Vip 2017, dove pronunciò delle frasi ritenute omofobe oltre che aver bestemmiato.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Ha ragione Marco Predolin nel dire che non bisogna cedere alla psicosi del Coronavirus e non bisogna considerare gli abitanti delle zone rosse come dei potenziali untori del virus. In questa occasione, come in tante altre, occorre mantenere sempre la calma e la ragionevolezza, senza dar credito a luoghi comuni o maldicenze.

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