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Lo sfogo di Toto Cutugno: “In Italia non mi sento amato”

Toto Cutugno, ospite de “La mia Passione”, programma di Rai3 condotto da Marco Marra, confessa di non sentirsi molto apprezzato dal pubblico italiano. Dal suo punto di vista, la spiegazione sarebbe molto semplice. Ecco cosa ha ammesso.

Gossip
Pubblicato il 8 gennaio 2019, alle ore 11:40

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Lo sfogo di Toto Cutugno: “In Italia non mi sento amato”

Toto Cutugno, cantautore molto popolare durante gli anni ’80, è stato il protagonista della quarta puntata de “La mia Passione“, programma ideato e condotto da Marco Marra su Rai3. Il 75enne paroliere di origini toscane è amatissimo all’estero, dove viene considerato un’icona della musica italiana. Purtroppo per lui non si può dire altrettanto in Italia, paese con il quale ha sempre avuto un rapporto decisamente controverso. Ed è per questo motivo che l’eterno secondo del Festival di Sanremo, è costretto ad ammettere di non sentirsi particolarmente apprezzato in patria.

In Italia non mi sento amato, qui sono quello che fa le canzoni popolari, il ruffiano. Non sono mai stato considerato un cantautore vero”. La confessione a cuore aperto non lascia solo trasparire il suo malcontento, ma è anche un modo per fare mea culpa, riconoscendo che parte delle incomprensioni sono legate anche al suo carattere molto difficile.

Ci vuole quella magia che si chiama ironia. Fossi stato ironico avrei vinto da tutte le parti, invece con questo carattere che mi ritrovo vado a peggiorare le cose. La gente non mi conosce nel profondo”, ha aggiunto il cantante che aveva iniziato la carriera negli anni ’70 con il gruppo degli Albatros.

Toto Cutugno passa poi a ricordare alcuni momenti della sua vita da artista, raccontando per esempio cosa fece dopo aver conquistato nel 1980 la sua unica vittoria al Festival di Sanremo con il brano “Solo noi“. In quella circostanza non nasconde che tornò in albergo dalla moglie, dicendole che sarebbe uscito in giro con la macchina. Raggiungendo Bordighera si incamminò verso il mare, mettendosi ad urlare dalla felicità. In quel momento il pensiero non poteva che andare alla madre, scomparsa da due anni.

Ma l’interprete de “L’italiano” vuole anche ringraziare Albano; fu proprio lui a spronarlo a farsi visitare, permettendogli di scoprire di essere malato di tumore alla prostata, un male dal quale è riuscito a venire fuori avvicinandosi a Dio. E proprio questo aspetto è stato fondamentale, in quanto gli ha letteralmente cambiato la vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - In effetti Toto Cutugno è un idolo all’estero, mentre in Italia gode di ben altra popolarità. A tal proposito credo che il cantautore abbia ragione. Il mancato feeling è frutto di un concorso di colpa. In Italia non ha avuto la giusta considerazione in quanto giudicato come uno che vuole andare sul sicuro. Dall’altra parte anche lui non ha certo un carattere facile: la sua ombrosità può arrivare a renderlo antipatico e da qui poco seguito.

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