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Lino Banfi parla della moglie malata di Alzheimer: una pugnalata al cuore

Il celebre attore pugliese Lino Banfi è tornato a parlare della malattia della moglie Lucia nel corso di una recente intervista, lasciando trasparire tutta la sua malinconia.

Gossip
Pubblicato il 29 maggio 2019, alle ore 18:58

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Lino Banfi parla della moglie malata di Alzheimer: una pugnalata al cuore

Lino Banfi, celebre attore protagonista tra le altre della storica serie tv di Rai 1 “Un medico in famiglia“, è tornato a far parlare di sé per alcune dichiarazioni rilasciate nel corso di una recente intervista alla testata giornalistica “Panorama”, dove è tornato a parlare della sofferenza per la malattia che ha colpito la moglie Lucia.

Una toccante ed emozionante intervista, quella del celebre attore pugliese, dove traspare tutto l’amore che Lino ha per sua moglie, una donna che lo ha sostenuto in tutti i modi nel corso della sua lunga carriera e a cui deve praticamente tutto. La vita è talvolta beffarda, lo è stata anche con Lucia, che solo qualche anno fa ha scoperto di soffrire di Alzheimer.

Lino Banfi malinconico per la moglie Lucia

Inutile negare che la malattia della signora Banfi ha generato molta amarezza nell’attore che cerca di nasconderlo, tanto da chiedere ai giornalisti di non scrivere la parola Alzheimer, che è per lui una pugnalata al cuore. Non è facile gestire un momento così difficile e delicato per Lucia, ma anche per tutta l’intera famiglia Banfi.

Lino racconta di sentirsi nervoso e pensieroso, ma allo stesso tempo di non arrendersi e di non farsi certo travolgere da tutto ciò: “Ammalato spesso diventa chi sta vicino. Invece devo stare bene per lei“. Banfi racconta di come si è accorto della malattia della moglie: “A volte mi faceva sempre le stesse domande. Prima non sapevo come dovevo rapportarmi. Le rispondevo spazientito. Ma ora ho capito“.

La particolare condizione di salute della moglie ha portato Banfi a rinunciare ad un importante impegno professionale in Germania, che lo avrebbe portato via da casa per un periodo di tempo fin troppo prolungato; una cosa che avrebbe danneggiato Lucia, che avrebbe rischiato di non riconoscere più il suo amato marito una volta che questi avrebbe fatto ritorno a casa.

Ho pianto, ma non ce l’ho fatta a lasciarla“, parole che se da un lato testimoniano il sacrificio d’amore di Lino, dall’altro evidenziano quanto questo tipo di malattie coinvolgono inevitabilmente tutta la famiglia. Banfi racconta delle domande spesso spiazzanti di Lucia, come quella di non riconoscerlo più: “E se un giorno non ti riconoscerò più?“.

Lino racconta di rassicurarla sempre dicendole che si presenteranno di nuovo, magari le darà un bacetto come si usa oggi. Con la malinconia nel cuore, Banfi ammette: “Vorrei che rimanesse tutto com’è oggi“. Un desiderio legittimo, che lascia trasparire la paura del domani e dell’ineluttabilità del trascorre del tempo.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - La malattia di un nostro caro diventa inevitabilmente anche la nostra malattia. Tutto cambia in un fiat, quando il medico annuncia diagnosi che nessuno aveva mai preso in considerazione prima di quel momento, perché stupidamente ci sentiamo sempre invulnerabili, quando in realtà siamo solo nelle mani di nostro Signore. Sono vicina a Lino e alla sua famiglia.

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