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Leda Bertè accusa i personaggi insospettabili e noti che calunniavano la sorella Mia Martini: "Non li perdonerò mai"

Leda Bertè, ospite a "Storie Italiane", dopo la messa in onda di "Io Sono Mia" il film su Domenica Berté detta Mimì, ha parlato della sorella scomparsa, del padre Giuseppe e di Loredana Bertè.

Gossip
Pubblicato il 13 febbraio 2019, alle ore 16:51

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Leda Bertè accusa i personaggi insospettabili e noti che calunniavano la sorella Mia Martini: "Non li perdonerò mai"

Leda Bertè, ospite del programma “Storie Italiane“, ha parlato della sorella Mia Martini, del calvario che ha dovuto affrontare per colpa delle maledette malelingue che hanno disintegrato la sua carriera: “Mimì è stata messa alla gogna e ha sofferto tantissimo per la cattiveria della gente: si era creata questa diceria, diventata corale per chi non aveva capito con chi aveva a che fare.” Quando la sensibilità dell’artista è stata completamente annientata la sorella ha cercato di farle comprendere che doveva cercare un modo di andare avanti perchè un giorno il successo sarebbe tornato ad arriderle.

Leda ha amaramente narrato che le cattiverie che hanno indelebilmente segnato la vita di Mimì sono giunte anche da gente insospettabile che la stessa non ha mai potuto perdonare: a detta della Bertè Mia vedeva la musica come la sua sola ragione di vita e sovente le diceva di non riuscire a capacitarsi di essere stata messa alla gogna per tali irragionevoli dicerie.

Nell’intervista la sorella della Martini ha parlato della sua infanzia e del contestato padre, Giuseppe Bertè: “L’infanzia non è stata difficile: è stata vissuta abbastanza bene, fino ai 10-12 anni, fin quando è vissuta mia nonna. In Calabria ci andavamo quando finivano le scuole, Mimì era innamorata dello scoglio di Bagnara sul mare. Da quando è morta mia nonna abbiamo vissuto un’altra vita.” Leda, talvolta, ha perdonato alcuni errori del padre, cresciuto in un collegio di gesuiti senza una figura materna, senza una carezza, ma non ha mai scusato la sua violenza, le botte che ha ricevuto da ragazzina. 

All’interno dell’intervista la donna si è definita quella normale della famiglia, priva di prodigi artistici, quella che ha cercato di mantenere lontano lo spettacolo dalla sua vita. In merito al contrastato rapporto con Loredana, la 74enne ha affermato che la sorella può tranquillamente chiamarla quando desidera e che, anche se non si sentono da un pò di tempo, da anni, per lei non è essenziale, perchè hanno scelto strade diverse ed è basilare lasciare ad ognuno la libertà di decidere.

Leda Bertè commenta la mancata vittoria di Loredana al Festival

La Bertè ha affermato di amare profondamente la cantante de “Il mare d’inverno” e anche se ha qualcosa da rimproverarle preferisce rimandare il discorso a quattr’occhi: “Non è successo nulla di particolare, ma io ho scelto di andare per conto mio e lei per conto suo. Essendo la sorella più grande, ho aiutato chi aveva bisogno di aiuto, come successo con Mimì: c’è stato un momento in cui non aveva i soldi neanche per sopravvivere. E’ stata otto mesi a casa mia prima di ricominciare”

In merito alla mancata vittoria di Loredana al Festival di Sanremo Leda si è detta incredibilmente dispiaciuta, perchè, secondo lei, doveva arrivare sul podio, o almeno terza, veder riconosciuta la sua arte anche in nome di Mimì. “Tanto la sua carriera continuerà alla grande, si vedrà chi venderà più dischi. Le auguro tanto successo e lo avrà: si riscatterà con la vendita dei dischi” ha sentenziato la Bertè.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Mimì, l'artista unsung hero per eccellenza, è stata distrutta dai colleghi e da un'industria discografica che non ha saputo, o voluto, adeguatamente supportarla nella tempesta di malsane dicerie. Rai Fiction doveva renderle omaggio da tempo e, anche se la biografia è palesemente parziale, esplica perfettamente quale pregiudizio umiliante l'artista ha dovuto subire.

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