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Le parole di Wanna Marchi e Stefania Nobile: "Noi trattate peggio dei mafiosi. Le persone erano cretine a crederci"

In una lunga intervista rilasciata a "La Stampa", Wanna e Stefania Marchi hanno voluto parlare del loro passato legato alle televendite e ai loro "prodotti miracolosi".

Gossip
Pubblicato il 6 agosto 2022, alle ore 14:00

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Le parole di Wanna Marchi e Stefania Nobile: "Noi trattate peggio dei mafiosi. Le persone erano cretine a crederci"

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La carriera da televenditrice di Wanna Marchi inizia verso la fine degli anni ’70, ove si fece immediatamente notare dal pubblico per le chiassose televendite di pseudo prodotti dimagranti basati su micronizzato di tarassaco comune (una pianta a fiore) ed estratti di alghe.

Tra i prodotti più venduti di Wanna è sicuramente la crema scioglipancia, che la Marchi durante le televendite invitava il pubblico a spalmarlo il mattino e la sera, promettendo la perdita di 10cm di pancia in 20 giorni. Il prezzo era di circa 100mila lire a pezzo, ma a volte comprare più confezione portava a un risparmio oltre che alla possibilità di ricevere in regalo alcuni gadget.

Da quegli interventi televisivi poi nascono dei tormentoni e di conseguenza un brano dal titolo “D’accordo?!“, registrato dalla Wanna Marchi & The Pommodores in cui veniva ripetuto in loop per quasi 4 minuti le frasi più celebre della venditrice con una base più o meno moderna per l’epoca.

Nel ’90 però venne arrestata per 1 anno e 11 mesi di reclusione per concorso in bancarotta fraudolenta, per poi ritornare dopo un po’ di tempo in televisione insieme alla figlia Stefania. Il periodo nero si ripete nel 2001, con la complicità di una fan di “Striscia la notizia“, che si finge interessata ai loro prodotti, in cui si vede come la famiglia Marchi si comportano con i clienti, ove addirittura Stefania augura “tutto il male del mondo” a una propria cliente.

Il presente della famiglia Marchi

Dal 2001 in poi ci sono state varie cause e condanne per le truffe commesse ai clienti. Il mondo della televisione però ha sempre provato a riportare Wanna e Stefania sul piccolo schermo e, oltre alla conduzione di piccoli programmi sulla rete regionali, entrambe hanno avuto l’opportunità di entrare a far parte di un reality show.

L’indiscrezione, in una recente intervista a “La Stampa” e riportata da Dagospia“, viene confermata da Stefania: “Ci avevano prese all’Isola dei famosi nel 2017, ma poi siamo state pagate per stare a casa. A tre giorni dalla partenza per l’Isola è uscito un servizio di “Striscia” che sosteneva che gli italiani non ci volevano dopo aver fatto parlare tre persone che avevano istruito. Magnolia (la società di produzione del programma, ndr) ci ha liquidato tutto”.

Per Stefania quindi molti avrebbero cercato in tutti i modi di ostacolare il loro futuro televisivo: “Ovunque siamo andate in tv, prima ci hanno detto che avremmo parlato di tutto e invece gli argomenti erano solo di un tipo. Quando finisci in galera il marchio del delinquente ti resta addosso a vita. Se non avessimo il carattere che abbiamo, ora penzoleremmo da un cappio”. Wanna condivide le parole della figlia, sottolineando che si tratta di una pena praticamente impossibile da scontare.

Sempre prendendo parola Stefania, parla del periodo più buio della sua vita: ” Ma sei cretino tu a credere che il sale tolga il malocchio […] Abbiamo scontato tutto, nove anni e sei mesi di carcere tolti tre mesi ogni anno, fra domiciliari, semilibertà e cella. Io soffrivo e soffro tuttora di una patologia per cui non ci sarei dovuta neanche tornare in carcere, roba che un mafioso lo mandano fuori e io invece no. La galera però ci ha insegnato tanto e rifaremmo tutto, nel bene e nel male”.

Wanna ancora oggi rivela di credere ai suoi prodotti miracolosi e dimagranti, affermando come sia impossibile vendere prodotti di guadagnare 300 milioni di lire con cure di bassa qualità. Stefania rivela invece che la scienza difficilmente poteva fare di meglio, sottolineando con orgoglio come il tutto provenisse dal laboratorio di Primo Tortini, la Cosmoproject.

Intanto i Marchi hanno girato anche una serie per Netflix, dal titolo “Wanna”, in cui hanno parlato proprio di quel periodo delle televendite. In questa intervista rivelano di non aver guadagnato neanche una lira da questa documentario, ma hanno voluto soltanto spiegare come i troppi soldi fanno perdere il senso delle cose.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Ed è incredibile come in Italia questi argomenti, basate su truffe e l'idea di colpire le persone un po' più ignoranti, continui a far parlare. Addirittura una serie su Netflix, che sia gratis o meno, credo che sia la cosa più sbagliata da dire. Il bello è che, venendo etichettate come delinquenti, fanno anche la parte delle offese.

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