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La Barbie in terapia per diventare stupida

Il mito delle bambine, la Barbie, è diventata per alcune donne una vera e propria ossessione, tanto da essere disposte a tutto per assomigliarle fisicamente e, per quanto sembri impossibile, anche "intellettualmente"

Gossip
Pubblicato il 23 febbraio 2014, alle ore 18:04

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La Barbie in terapia per diventare stupida

Da bambina giocava con la Barbie, sognando con lei; da grande è disposta a tutto pur di essere una Barbie. Questo è ciò che è capitato alla trentottenne americana Blondie Bennett, una donna della California, che vive con l’unico scopo di trasformarsi in una bambola, e, per la precisione, di essere come Barbie, la bambola più venduta al mondo e creata nel lontano 1959, che oggi conta oltre 100.000 collezzionisti (per il 90% donne).

Blondie ha subito diversi interventi chirurgici: al viso, per smussare i lineamenti naturali, al seno (solo per quest’ultimo ha speso oltre 25.000 dollari)…e tanti altri che per via del numero (più di 20) non stiamo qiui a menzionare. Per essere come Barbie, Blondie si è anche dotata di un ampio guardaroba, con colore prevalente il rosa, per avere un outfit perfetto per ogni occasione. Addirittura è arrivata a cambiare il suo nome di battessimo per diventare diversa da ciò che era.

A causa di questa sua “aspirazione” Blondie è già conosciuta da moltissimo tempo e ha già fatto parlare più volte di sè per le sue bizzarre “novità”. Ma nessuna di queste supera l’ultima. Infatti Blondie ha ultimamente dichiarato di voler completare questo processo di trasformazione diventando simile alla Barbie anche per quanto riguarda la mentalità. A tal proposito ha deciso di sottoporsi a delle sedute di ipnoterapia, con l’obiettivo di dimenticare tutto ciò che è stata e di ridurre la sua capacità intellettiva, raggiungendo così il mito della Barbie bionda, bella e stupida. La stessa Blondie ha affermato che le uniche preoccupazioni per una Barbie sono lo shopping e il farsi bella. Nonostante le polemiche di molti psicologi contro la sua decisione, testimonianza del non accettarsi per quel che si è, Blondie è ferma nella sua volontà.

Questo di Blondie può però essere considerato un buon modo per investire il suo denaro se si considera che la donna ha ricevuto negli ultimi anni diverse proposte lavorative come sosia vivente della Barbie della Mattel, sponsor nei negozi di giocattoli…

Ma Blondie non è l’unica a voler somigliare a una Barbie. Come lei anche la ventunenne ucraina Valeria Lukyanova, la quarantanovenne inglese Sarah Burge…

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