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Il Codacons paragona Fedez a Malika Chalhy, il rapper non ci sta: "Fate schifo"

Il Codacons attacca per l'ennesima volta Fedez per l'associazione "Scena Uniti", fondata dal rapper per dare sostegno ai lavoratori dello spettacolo colpiti duramente dal lockdown.

Gossip
Pubblicato il 14 luglio 2021, alle ore 21:46

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Il Codacons paragona Fedez a Malika Chalhy, il rapper non ci sta: "Fate schifo"

La guerra legale tra il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) e Fedez sembra davvero infinita. L’associazione senza scopi di lucro infatti è da anni che prova, in ogni modo e su qualsiasi argomento, a querelare il rapper e la moglie Chiara Ferragni.

Tra gli ultimi attacchi ritroviamo quello ricevuto da Fedez per il videoclip “Mille“, il brano cantano insieme a Orietta Berti e Achille Lauro. L’associazione dei consumatori ha difatti presentato un esposto all’Antitrust (legislazione antimonopolistica) per la presunta pubblicità indiretta non segnalata della bevanda alla Coca-Cola che viene citata sia nel ritornello che nel video con alcune immagini.

Il nuovo attacco del Codacons a Fedez

Negli ultimi giorni però il Codacons, con a capo Carlo Rienzi, ha voluto attaccare duramente la raccolta fondi “Scena Unita“, idea fondata da Fedez insieme ad altri artisti dello spettacolo e della musica con lo scopo di raccogliere fondi per i lavoratori dello spettacolo che sono stati colpiti in maniera pesante durante il periodo del primo lockdown. L’associazione paragona questa sua raccolta fondi a quella fatta da Malika Chalhy, la ragazza cacciata di casa perché lesbica e che ha spesola maggior parte dei suoi soldi per dei beni non di prima necessità.

“Riescono a paragonare la nostra raccolta fondi, dove abbiamo raccolto 5 milioni di euro per i lavoratori dello spettacolo, a quella di Mailka dove si è comprata la Mercedes e richiedono di procedere all’immediato sequestro dice con una certa rabbia Fedez che poi aggiunge: Fate schifo! Sono stufo di essere perseguitato da voi ed è incredibile come nessuno non faccia niente per controllare voi. Hanno il coraggio di rompere i c**lioni ad artisti che hanno raccolto milioni per aiutare i lavoratori dello spettacolo. Io ricordo che il Codacons chiedeva con un banner con scritto ‘donate per l’emergenza Coronavirus’ quando i soldi andavano direttamente a loro e con l’emergenza sanitaria nulla avevano a che fare”. Nella parte finale il rapper, con un gesto di stizza, lancia i fogli della denuncia in aria.

Approfittando dell’involontario ma gradito assist di Fedez, il Codacons ha voluto commentare le parole del loro ormai acerrimo rivale. L’associazione di Carlo Rienzi accusa il cantante di non aver capito l’istanza, poiché l’atto presentato serve semplicemente tutelare le raccolte fondi come quella avviata da Fedez, con l’obbiettivo di garantire trasparenza e correttezza ai donatori circa la destinazione e l’utilizzo dei soldi raccolti.

Nella parte finale, come se non bastasse, il Codacons promette un’altra querela a Fedez per il linguaggio duro usato durante i video pubblicati su Instagram e ironizzando, in maniera piuttosto discutibile, di essere pronti a pagare un giovane docente di italiano per spiegargli gli atti presentati da loro nel prossimo futuro.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - La strada più facile del Codacons per far parlare di loro è querelare Fedez. Ma ormai, con queste querele o "istanze", termine che loro usano con più piacere, stanno diventando semplicemente ridicoli. Staremo a vedere come andrà a finire questa storia e magari Carlo Rienzi in futuro troverà, ma resta una mia speranza, che possa un altro hobby invece di querelare sempre la famiglia Fedez.

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