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Fabrizio Corona, dopo l’aggressione le parole di Massimo Giletti: "Volevamo raccontare i luoghi dove non c’è lo Stato"

Il popolare conduttore televisivo di "Non è l'Arena" Massimo Giletti ha commentato l'aggressione subita da Fabrizio Corona al parco di Rogoredo a Milano durante la registrazione di un servizio.

Gossip
Pubblicato il 12 dicembre 2018, alle ore 09:24

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Fabrizio Corona, dopo l’aggressione le parole di Massimo Giletti: "Volevamo raccontare i luoghi dove non c’è lo Stato"

Fabrizio Corona è tornato a far parlare di sé, non tanto per la sua ormai celebre lite televisiva con Ilary Blasi – che sembrerebbe essere stata organizzata ad arte per alzare gli ascolti del “Grande Fratello Vip 3” – né per la clamorosa love story lampo con la paladina del movimento #metoo e principale accusatrice del produttore cinematografico Harvey Weinstein – che poi a sua volta è stata accusata di violenze dal giovane attore americano Jimmy Bennett – bensì per l’aggressione nei giorni scorsi al parco di Rogoredo a Milano.

Non è facile raccontare il mondo dello spaccio e della droga, specialmente per chi quel mondo non lo pratica affatto. Cosa diversa è invece per chi, come Fabrizio Corona, in quel mondo c’è inciampato, ma ora coraggiosamente sta facendo il suo percorso di disintossicazione e recupero. Da qui la decisione di fare una sorta di reportage – con telecamere nascoste – proprio nel luogo principe dello spaccio nel Nord Italia, cioè il boschetto di Rogoredo a Milano.

Le parole di Massimo Giletti

Quello di Corona doveva essere un reportage da inserire in un servizio da presentare la prossima domenica nel corso della celebre trasmissione di approfondimento giornalistico condotta da Massimo Giletti “Non è l’Arena“, che da sempre tratta temi delicati, come può essere appunto quello del mondo dello spaccio di sostanze illecite in Italia.

Mentre Fabrizio si appresta a far sapere tramite i social che le sue condizioni di salute sono buone, anche Massimo Giletti ha voluto commentare quanto avvenuto, dichiarando: “Adesso lui sta meglio. Però devo dire che stanotte l’ho sentito molto provato, molto preoccupato, mi ha detto di essersela vista davvero brutta“.

Sono stati in tanti a domandarsi per quale motivo Corona si sia esposto ad un tale rischio per la vita, a dare una risposta ci pensa Massimo Giletti che dice: “Il nostro disegno era proprio andare nei luoghi dove lo Stato non va, per raccontare quei luoghi delle nostre città, spesso attaccati al centro storico, dove non c’è lo Stato, dove si ha paura ad entrare” – quindi proseguendo dice: “Volevamo raccontare il problema dell’eroina che in questo momento a Milano è dilagante. Si sa che Fabrizio sta seguendo un percorso per disintossicarsi, quindi chi meglio di lui conosce quei meandri?“.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Ad ognuno il suo mestiere. Fabrizio Corona non è un giornalista, dunque perché mandarlo in "missione" mettendo a rischio la sua vita? Mi è sembrata più che altro un reportage dal sapore kamikaze e non credo che questo significhi fare giornalismo. Raccontare i fatti è una cosa, mandare la gente a rischiare la vita è altro.

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