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Carmen Di Pietro caccia da casa suo figlio: una decisione sofferta, ma necessaria

Carmen Di Pietro ha scritto una lettera al settimanale "DiPiù" nella quale spiega le ragioni che l'hanno portata a prendere la decisione di cacciare da casa il figlio. Ecco le sue parole.

Gossip
Pubblicato il 16 luglio 2019, alle ore 22:38

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Carmen Di Pietro caccia da casa suo figlio: una decisione sofferta, ma necessaria

Con una lettera inviata al settimanale “DiPiù“, Carmen Di Pietro fa sapere la sua intenzione di cacciare da casa suo figlio che ha appena compiuto 18 anni, diventando così maggiorenne. La conduttrice di Radio Globo ha spiegato, attraverso le pagine del giornale, cosa l’ha spinta a prendere una decisione così netta e categorica.

Carmen non vuole che suo figlio diventi un “bamboccione” e per questa ragione lo ha voluto spronare a prendere il volo e abbandonare il nido. Una scelta che per una mamma non è certo semplice, ma secondo la Di Pietro è necessaria per il bene di suo figlio.

Carmen Di Pietro e la lettera per il figlio Alessandro

Anche se so che non ti farà piacere e ti sembrerò una madre spietata, il mio regalo è un invito di cui devi prendere atto: ti sbatto fuori di casa“, con queste parole Carmen si rivolge al ragazzo che intende responsabilizzare e rendere maturo, cosa che secondo lei non potrebbe avvenire se continuassero a vivere sotto lo stesso tetto.

La Di Pietro continua la sua missiva puntualizzando che è arrivato il momento per lui di affrontare le difficoltà della vita: “Perché non esiste solo il divertimento ma anche il sacrificio” e, a tal proposito, precisa che dovrà trovarsi un lavoro e mantenersi da solo, in una nuova casa.

Lo faccio per il tuo bene“, ribadisce la 54enne, convinta che diventare adulti voglia dire camminare con le proprie gambe per non correre il rischio che Alessandro, questo il nome del suo primogenito, possa diventare un bamboccione, visto e considerato che fino a questo momento ha avuto tutto quello che poteva desiderare dalla vita.

Carmen, infatti, lo ha sempre accontentato e gli ha sempre garantito tutto quello che voleva: “Mi hai chiesto la macchina, e non una piccola ed economica, oltre alla festa che mi è costata una tombola. Ma l’auto no, te la devi guadagnare da solo“, ha sentenziato nella lettera. Una cosa però l’ha regalata molto volentieri: la valigia per poter traslocare. A conclusione della lettera, infine, si lascia andare a una dichiarazione di amore materno: “Per te ci sarò sempre, mica ti abbandono e non pensare che io sia cattiva o troppo severa perché un giorno mi ringrazierai. Figlio mio, vedrai che è bello diventare grande“.

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Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - In molti Paesi esteri questa non è una scelta della mamma, ma una situazione normale dei figli che, raggiunta la maggiore età e in qualche caso anche prima, devono lasciare la casa natia per cominciare a vivere una loro vita indipendente. Certo, per una mamma non è mai facile lasciare volare fuori dal nido il suo uccellino, ma il nostro compito è quello di far formare delle ali robuste per il volo, non impedirlo.

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