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Appello della sorella di Kim Rossi Stuart per il figlio: "Non può stare in carcere perché è bipolare"

La sorella del noto attore Kim Rossi Stuart, Loretta, denuncia il dramma di suo figlio Giacomo: il ragazzo, infatti, pur soffrendo di bipolarismo ed avendo scontato la sua pena, dovrà rimanere in carcere per mancanza di posti nelle strutture adeguate.

Gossip
Pubblicato il 11 settembre 2019, alle ore 20:29

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Appello della sorella di Kim Rossi Stuart per il figlio: "Non può stare in carcere perché è bipolare"

Il nipote del noto attore Kim Rossi Stuart, Giacomo Seydou Sy di 25 anni, attualmente si trova in carcere ma in realtà dovrebbe trovarsi in una struttura di cura poiché, secondo varie perizie, è inadatto al regime carcerario perché bipolare. A raccontare il suo dramma ed ha lanciare un’appello per la scarcerazione del figlio è stata la madre Loretta, sorella dell’attore.

Lo sfogo di Loretta per suo figlio Giacomo è stato raccontato dal giornale La Repubblica, la donna ha infatti dichiarato: “Mio figlio è bipolare, non dovrebbe stare in carcere, lo dice la legge, ma nelle strutture psichiatriche previste per lui” ed ha continuato spiegando che il giovane è esasperato, che la situazione potrebbe diventare pericolosa e soprattutto che suo figlio potrebbe essere recuperato solo se curato adeguatamente.

La donna tuttavia ha voluto lanciare un messaggio di speranza, Giacomo infatti è un ragazzo che pensa al futuro e che vorrebbe pertecipare alle Olimpiadi come pugile, in carcere cerca di resistere proprio pensando al domani ed al suo futuro anche se la situazione non è facile. Alla madre infatti il ragazzo ha scritto: “Ho 25 anni, ho scontato la condanna ma resto parcheggiato in carcere come una vecchia auto da rottamare. Ho avuto dei crolli nervosi a causa di stupefacenti ma in fin dei conti non ho fatto male a nessuno e per l’incompetenza  di questo Stato, sono ancora in cella, in una situazione che mi sta uccidendo ogni giorno”.

Giacomo sin dall’adolescenza ha avuto problemi con la droga che hanno aggravato la sua malattia, sempre da adolescente inoltre ha avuto la sua prima condanna per resistenza a pubblico ufficiale poi è entrato in comunità e successivamente è ritornato in carecere per aver commesso un furto. Adesso a Giacomo rimane da scontare soltanto un’anno di detenzione ma poiché il suo bipolarismo lo rende inadatto al regime carcerario dovrebbe essere ricoverato in una struttura adeguata in una Rems.

Le Rems sono nate nel 2015 per sostituire gli Ospedali Psichiatrici, sono quindi strutture per persone con malattie psichiatriche che hanno commesso dei reati e che non hanno una funzione solamente punitiva ma soprattutto riabilitativa. Tuttavia tali strutture sono sovraffolate, infatti si stima che circa 200 ragazzi nelle condizioni di Giacomo che hanno diritto all’accesso alle Rems rimangono in carcere perché i 600 posti letto nelle strutture delle varie regioni non sono sufficienti a coprire tutti. Il garante nazionale dei detenuti Mauro Palma dà ragione a Loretta ed insiste sulla necessita di aumentare tali strutture su tutto il Paese.

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Cosa ne pensa l’autore
Liliana Morreale

Liliana Morreale - Nel nostro ordinamento la funzione della pena detentiva è riabilitativa e non punitiva, ecco perché è stato abolito l'ergastolo inteso come carcere a vita per moltissimi reati, tranne per quelli eccessivamente gravi; se si considera questo, appare evidente come il garantire un adeguato supporto in strutture adeguate agli autori di reati con problemi psichici, dev'essere una priorità per il nostro Paese.

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