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Alberto Angela, confessione shock: sequestrato e picchiato

Il popolare divulgatore scientifico Alberto Angela ha rivelato un drammatico episodio della sua vita, quando ha rischiato di morire.

Gossip
Pubblicato il 23 aprile 2020, alle ore 16:19

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Alberto Angela, confessione shock: sequestrato e picchiato

Alberto Angela, celebre giornalista televisivo e divulgatore scientifico,  ha fatto una confessione inaspettata, rivelando un episodio inedito avvenuto molti anni fa, in cui avrebbe potuto perdere la vita. A distanza di 18 anni, il conduttore televisivo ha deciso di far partecipe i suoi fan di una bruttissima esperienza che lo ha visto protagonista insieme alla sua troupe di lavoro, durante un viaggio in Niger.

Il giornalista e conduttore televisivo può vantare un successo di ascolti dopo l’altro, grazie ai suoi programmi “La Penisola dei Tesori” e “Passaggio a Nord-Ovest“, dove Angela ha raccontato paesi vicini e lontani, con uno stile inconfondibile, estremamente chiaro e al contempo affascinante.

Alberto Angela racconta il sequestro shock

Un’esperienza da dimenticare quella vissuta da Alberto Angela nel 2002 in Niger, quando insieme ai suoi collaboratori è stato sequestrato da alcuni criminali locali, che gli usarono violenza per diverse ore, sospettando che il giornalista fosse in realtà una spia. Doveva fare un servizio per il programma Ulisse, invece il figlio di Piero Angela si è ritrovato in breve tempo in un vero e proprio incubo.

Sequestrato e picchiato per ore insieme a 6 persone del suo staff da un gruppo di criminali che gli chiesero se fossero delle spie oppure se avessero della droga. In quei momenti Angela ha pensato il peggio, in tal senso le sue parole: “Dal nulla è uscito un veicolo velocissimo, dal quale sono scesi tre individui con turbante e occhiali da sole, ma anche kalashnikov e pistole alla mano“.

Ma non è finito qui, perché il racconto del conduttore è proseguito dicendo: “Ci hanno legato, picchiato per ore, interrogandoci e divertendosi a terrorizzarci (…) Sono state 15 ore terribili siamo stati tutti percossi, minacciati e poi derubati di tutto“. La cosa strana, se vogliamo, è anche l’epilogo di questa vicenda, infatti come rivelato dallo stesso Angela, i criminali, dopo aver portato via loro l’attrezzatura, soldi e gioielli, li avrebbero ricondotti nella località dove era avvenuto il sequestro, quindi sarebbero andati via.

In quelle ore Alberto Angela si è lasciato andare a dei brutti pensieri, come quello che sarebbe morto e non avrebbe più potuto rivedere la sua famiglia, la moglie Monica e i suoi figli Riccardo, Edoardo e Alessandro.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Una vicenda davvero incredibile, che pone molti interrogativi circa il rischio che comporta il lavoro dei divulgatori scientifici come Alberto Angela. E' davvero molto rischioso andare, anche solo per lavoro, in certi Paesi, dove non esiste altra legge se non quella del più forte. Il Niger purtroppo è uno di questi luoghi, è molto difficile visitare senza avere problemi.

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