Gli stadi dopo i Mondiali potrebbero divenire abitazioni

Brillante idea di alcuni architetti per utilizzare gli stadi dopo la fine dei Mondiali: renderli case abitabili e farvi rientrare numerose persone dalle favelas. L'idea è incredibile, mancano però gli studi di fattibilità

Gli stadi dopo i Mondiali potrebbero divenire abitazioni

Finiti i Mondiali in Brasile, quello che rimane a vista e senza alcun utilizzo sono gli stadi. Realizzati con materiali supermoderni tecniche altamente innovative, oltre che con sistemi green, gli stadi rischiano di diventare delle vere cattedrali nel deserto. Un modo per farli vivere e renderli utili sarebbe quello di trasformarli in case, e risolvere così uno dei problemi più angoscianti del Brasile. Infatti, una buona fetta della popolazione brasiliana vive nelle favelas, dove non c’è luce né acqua e neanche servizi igienici, dove la sporcizia e il fango sono così comuni che nessuno ci fa più caso. Il progetto di riconversione è stato chiamato Casa Futeboled è stato stato ideato dagli architetti dello studio 1 Week 1 Project.

Con una adeguata conversione, gli stadi sarebbero trasformati in strutture residenziali con un sistema di unità abitative modulari. Queste unità potrebbero essere installate tra i piloni di calcestruzzo e disposte all’interno nel perimetro, utilizzando uno spazio che rischierebbe di rimanere inutilizzato. Per provvedere al mantenimento delle strutture, gli architetti hanno pensato di continuare la funzione originale degli stadi, ovvero di essere fruibili al pubblico, e di utilizzare il ricavato per i bisogni della comunità.

Una proposta interessante e innovativa, che consentirebbe di non sprecare gli stadi e di utilizzare anche l’energia green servita per costruirli. Di usarli nuovamente, quindi, senza sprecare nulla. Per il momento è solo un’ipotesi, un progetto teorico, e per applicarlo sono necessari alcuni studi di fattibilità sulle strutture, per capire se sono in grado di sorreggere il peso che deriverebbe dalla riconversione abitazioni. Sarebbe certamente un’idea fantastica pensare di risolvere il problema casa per tante persone che desiderano una sistemazione decente. La speranza è che il progetto non resti solo sulla carta, ma che vengano avviati gli studi di fattibilità per utilizzarli al più presto possibile.

La decisione degli architetti, se fosse condivisa anche dal governo, potrebbe presto tramutarsi in realtà. Basterebbe che qualcuno continuasse a considerare la proposta come il problema fondamentale delle città per procedere al suo sviluppo. E allora, cosa aspettano? Si dia vita ai progetti, per far diventare realtà quella che oggi sembra un’utopia, per il bene della comunità brasiliana.

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