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Dumbo, la recensione del film. L’emarginazione e l’amore nel film action di Tim Burton

Nelle sale cimenatografiche dal 28 marzo, Dumbo, diretto da Tim Burton è il remake in live action del film d'animazione del 1941 "Dumbo - L'elefante volante".

Cinema
Pubblicato il 4 aprile 2019, alle ore 08:44

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Dumbo, la recensione del film. L’emarginazione e l’amore nel film action di Tim Burton

L’elefantino volante, Dumbo, film d’animazione della Disney del 1941, è tornato proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche. Il remake in live action del film è firmato da Tim Burton e vede nel cast attori del calibro di Colin Farrell, Michael Keaton, Danny De Vito, Eva Green, Alan Arkin, Nico Parker e Finley Hobbins.

Con la genialità, la poesia, l’ironia e la fantasia che lo contraddistinguono, il regista ha realizzato un film che ci porta indietro nel tempo, con chiari riferimenti al noto cartone animato originale tra cui “Bimbo mio” o le visioni degli elefanti rosa, ma allo stesso tempo affronta temi attuali e molto sentiti. Il suo stile narrativo è da subito riconoscibile e il tema umano domina sulla favola. 

La storia è quella che tutti noi conosciamo: l’arrivo del piccolo elefantino che, per le sue grandi orecchie, “che solo una madre può amare“, è dapprima emarginato e deriso dal pubblico ma successivamente applaudito e amato per la sua dote. Dumbo, infatti, sa volare. Allontanato dalla sua mamma vuole solo riabbracciarla.  

Nel remake di Tim Burton, però, questa si arricchisce di personaggi che rendono l’elefantino protagonista e coprotagonista di storie parallele. Già dalle prime scene, infatti, ci si rende conto che ci sono più storie che si intrecciano oltre a quella principale: due bambini (Nico Parker e Finley Hobbins) che riabbracciano il padre, Holt (Colin Farrell), tornato dalla guerra, il simpatico proprietario di un circo (Danny De Vito) che vuole il bene per la sua famiglia circense, un impresario avido e megalomane, Vandeverde (Michael Keaton), disposto a tutto pur di fare i propri interessi, il distacco di Colette (Eva Green) dall’impresario per un sentimento più forte: l’amore. 

I temi sono tanti e tutti importanti e attuali. All’emarginazione, all’amore verso la famiglia, al bisogno di credere nell’altro e nelle proprie capacità, al volersi ancorare a qualcosa che ci “fa volare”, si aggiungono altri temi come l’avidità, la pietà, il rimpianto e il riscatto. Questi diventano parte integrante della storia e ruotano intorno ai temi principali.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Tim Burton non smentisce mai; ogni suo film regala emozioni e fa riflettere. Ancora una volta Disney ci propone un film che vuole comunicare. Credo che sia una di quelle perllicole da vedere in famiglia e su cui poter confrontarsi sui vari temi che il regista ci mette davanti agli occhi, in maniera chiara e talvolta velata.

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