La passiflora (Passiflora incarnata) è una pianta che possiede numerose ed interessanti proprietà benefiche. Esteticamente è molto bella, ha fiori il cui colore va dal bianco, all’azzurro e al porpora, per questo oltre che per essere utilizzata nell’ambito dell’erboristeria, viene coltivata anche per uso decorativo.
Della pianta, vengono utilizzati gli steli, i fiori, la foglie e i frutti. La pianta viene raccolta in piena estate e, oltre che alle parti sopra elencate, non sono da sottovalutare nemmeno i frutti della pianta, che sono ricchi di vitamina C e con una grande azione rinfrescante. Alcuni ricercatori sono attualmente impegnati nello studio delle proprietà di questi frutti, indicati con il nome di maracuya, per stabilirne l’efficacia nel caso di intossicazioni causate dall’alcolismo.
La passiflora ha proprietà calmanti e rilassanti e viene utilizzata per la prevenzione degli stati d’ansia, di agitazione, di angoscia e di insonnia. La passiflora svolge anche un’azione antispasmodica, che si rivela estremamente utile in caso di contratture muscolari, crampi e dolori mestruali.
Insieme alla melissa, alla valeriana e al tiglio, la passiflora è considerata una pianta del relax per la sua azione calmante del sistema nervoso. Bere una tisana a base di questa pianta assicura un sonno tranquillo e rilassato, senza interruzioni e risvegli. Anche in caso di asma, palpitazioni, deficit dell’attenzione e pressione alta l’utilizzo della passiflora è particolarmente indicato.
In erboristeria si possono acquistare tisane già pronte, oppure estratti secchi di passiflora, con la quale preparare i propri infusi. E’ opportuno chiedere consiglio all’erborista per stabilire, in base alle esigenze del soggetto in questione, quante tazze consumarne quotidianamente. In linea di massima, la dose giornaliera è di 6 – 8 mg di estratto secco nebulizzato per chilo di peso corporeo, da assumere suddivisi in due o tre somministrazioni, di cui una preferibilmente la sera, poco prima di andare a letto.
La passiflora ha pochissimi effetti collaterali: è sconsigliata durante la gravidanza e l’allattamento, inoltre può interagire con i sedativi, i barbiturici e gli antidepressivi aumentandone l’effetto e prolungando quindi la durata del sonno. Se assunta insieme alla caffeina, può aumentare la pressione sanguigna.
Già gli Aztechi conoscevano le proprietà curative della passiflora e la utilizzavano per rilassarsi e calmare i nervi. Durante la prima guerra mondiale, questa pianta veniva impiegata per curare quelle che venivano definite “angosce di guerra”.