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La punta del cono gelato non andrebbe mai mangiata: ecco la ragione

Nel periodo più caldo dell’anno, aumenta inevitabilmente il consumo di gelati. Per gli amanti dei coni, sarebbe però sconsigliato consumare il cioccolato contenuto nella punta. Ecco svelata la ragione

Benessere
Pubblicato il 4 luglio 2018, alle ore 16:43

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La punta del cono gelato non andrebbe mai mangiata: ecco la ragione

Per i golosi di gelati e cioccolati è in arrivo una brutta notizia: la punta dei coni confezionati, quella che per intenderci contiene cioccolato, sarebbe potenzialmente deleteria per la nostra salute.

A sostenerlo è il professor Bert Weckhuysen, un chimico operante presso Università olandese di Utrecht. Per suffragare la sua tesi, ha anche girato un video pubblicato su Youtube in cui si avvale di schemi e formule, tutti elementi che mettono in discussione i processi produttivi delle grandi aziende del gelato. Ma cosa giustificherebbe questa categorica presa di posizione? La ragione è presto detta: quel tipo di cioccolato è molto ricco di grassi saturi, gli stessi che troviamo in alcuni prodotti e snack industriali confezionati, capaci di incrementare sensibilmente il livello di colesterolo nel sangue.

Mangiare la punta inferiore del gelato, sarebbe addirittura più dannosa del lardo. Come rammentato dallo stesso chimico, i grassi vengono suddivisi in due categorie: saturi ed insaturi. Questi ultimi, a differenza dei primi, si presentano in forma liquida a temperatura ambiente, e hanno un punto di fusione molto basso. Ma anche gli acidi insaturi possono essere trasformati in grassi saturi, quelli che per intenderci hanno una consistenza solida. Per farlo è sufficiente sottoporli ad un processo di idrogenazione.

A quel punto i produttori arrivano a disporre dell’ingrediente ideale per mantenere compatta la parte inferiore del gelato. Peccato solo che quel cioccolato utilizzato come tappo, sarebbe sì molto gustoso, ma anche colmo di grassi saturi. Da qui il professore sconsiglierebbe di mangiare quella porzione finale.

Essendo però dei gelati a lunga conservazione, più di una persona avrà avuto il dubbio che si dovesse nascondere qualche escamotage per mantenerli perfettamente integri. La qualità della produzione industriale non è infatti comparabile con quella artigianale, ma arrivare a mettere alla berlina il cono del supermercato sembra essere un’esagerazione. Anche perché noi italiani consumiamo mediamente circa 12 kg di gelato all’anno, di cui solo un terzo è riconducibile al settore industriale.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La punta dei coni e dei cornetti industriali sarà anche piena zeppa di grassi saturi, ma parliamo pur sempre di una piccola porzione del gelato stesso. Se dovessimo considerare tutto quello che ci fa male, non dovremmo nemmeno bere l’acqua, perché risulterebbe contaminata da qualche sostanza dannosa per il nostro organismo. Il segreto è sempre uno: il giusto compromesso. Quindi mangiamoci spensieratamente il cono con tanto di cioccolato, ma evitiamo di esagerare, magari mangiandone in continuazione.

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