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La Francia legifera sul divieto di rispondere alle e-mails fuori dagli orari d’ufficio

Le aziende stanno sempre più frenando l'uso della posta elettronica al di fuori degli orari d'ufficio, per ridurre l'eccessivo stress da lavoro. La Francia ha persino legiferato sulla questione.

Benessere
Pubblicato il 19 ottobre 2019, alle ore 18:48

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La Francia legifera sul divieto di rispondere alle e-mails fuori dagli orari d’ufficio

La maggior parte delle aziende in Francia sta cercando di rallentare l’utilizzo delle e-mails al di fuori degli orari d’ufficio per cercare di ridurre l’eccessivo stress da lavoro subito dai dipendenti. La Francia – in tal senso – ha già varato una legge in tema.

Tuttavia, vietare al personale di accedere alle e-mails di lavoro al di fuori degli orari d’ufficio potrebbe fare più male che bene al benessere dei dipendenti. Questo è quanto è stato scoperto da un sondaggio portato avanti dai ricercatori dell’Università del Sussex.

Tale tipo di divieto potrebbe aiutare alcuni dipendenti a trarre dei benefici, ma potrebbe anche impedire ad altri di raggiungere gli obiettivi di lavoro, causando quindi stress inutile sull’organismo del dipendente.

Questo accade perché di solito i dipendenti sentono il dovere di rispondere ad un crescente numero di e-mails nella propria casella elettronica, portando quindi una sensazione d’urgenza che genera stress e lede così la salute della persona.

Secondo questi risultati, una possibile soluzione potrebbe essere quella di definire delle politiche in merito che siano specifiche per diverse categorie di dipendenti. Per esempio, quelli che soffrono particolarmente lo stress non dovrebbero avere tale tipo di limitazione, la quale potrebbe rivelarsi soltanto controproducente per la propria salute.

Leggere e-mails fuori dall’orario d’ufficio, significa pensare al lavoro fuori dall’orario ed aspettarsi una risposta, significa pensare che un dipendente si astragga dal contesto familiare o di relax e formuli risposte coerenti e competenti. Questo è chiamato straordinario ed andrebbe retribuito solo se l’azienda è pronta a pagare degli extra per il dipendente (ben vengano così le e-mails): altrimenti, si processano durante l’orario lavorativo del giorno successivo.

Per ora, la lettura delle e-mails a lavoro è facoltativa, ma continua ad esserci chi uscito dall’ufficio si dimentica del lavoro per staccare, e chi invece per affari può aver bisogno di messaggiare per semplificarsi il lavoro del giorno successivo. Si sta valutando se può essere giusto imporre un divieto o lasciare comunque la scelta ad ogni individuo.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - Sono pienamente a favore: una legge - sebbene si rivolga all'intera collettività - deve essere elastica verso taluni soggetti, soprattutto quando si tratta di condizioni salutari. Trovo quindi giusto lasciare liberi coloro che potrebbero essere danneggiati da queste limitazioni. Ciò che viene effettuato fuori dal classico orario di lavoro deve essere retribuito come straordinario, senza se e senza ma.

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