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Fruttisti e crudiveganisti, le nuove frontiere dell’alimentazione

In questi ultimi anni sono comparsi sulla scena diversi regimi alimentari, molto più estremi e radicali del famoso vegetarismo, ormai praticato da migliaia di persone nel mondo. Ecco le principali caratteristiche:

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Pubblicato il 22 settembre 2014, alle ore 19:51

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Fruttisti e crudiveganisti, le nuove frontiere dell’alimentazione

Sono lontani i tempi in cui suonava strano sentir parlare di “vegetariani”. Oggi la frontiera dell’alimentazione ha aperto nuove strade, nuovi regimi alimentari del tutto opposti alla dieta mediterranea che la maggior parte di noi conosce, fatta di pasta, carne e pesce. Oggi i vegetariani sono stati sorpassati da “vegani” e “crudisti”, e in minor percentuale dai più estremi “fruttisti”.

Ma quali sono i benefici di queste nuove tendenze alimentari? Sono davvero utili all’organismo o alle lunghe possono portare effetti indesiderati?

Vediamo intanto le principali differenze: i vegetariani evitano tutto ciò che fa parte del regno animale, ma utilizzano i derivati come latte e uova; i vegani invece sono più estremi e si limitano al consumo di frutta, verdura, cereali e legumi. E poi ci sono i crudisti che mangiano gli stessi alimenti dei vegani, ma senza previa cottura; al massimo, per cucinare le loro pietanze, non arrivano ad una temperatura massima di 40°. Si parla anche di “crudiveganismo” per avvicinare i due tipi di regimi alimentari. Infine troviamo i fruttisti o “fruttariani” che come si evince dal nome, tutt’ora controverso, si cibano solo di frutta.

Ognuno di questi regimi alimentari ha una sua logica spiegazione, ognuna infatti contribuirebbe a favorire un miglioramento psicofisico del corpo umano. In più molti loro seguaci riversano queste filosofie alimentari in modo più profondo nelle loro vite: ad esempio, il vegano non adotta solo un modello alimentare ma anche uno stile di vita, che si riversa nelle abitudini di tutti i giorni, dall’abbigliamento alle cerchie d’amicizia.

Per quanto riguarda invece gli effettivi benefici, sono da valutare da caso a caso. Sicuramente si tratta di abitudini alimentari non praticabili da chiunque vista la loro rigidità, e che hanno dei benefici, per molti aspetti legati a malattie quali l’obesità, problemi cardiovascolari, diabete e cosi via. Ma possono comunque portare a delle carenze come avvertono molti medici, soprattutto nel caso dei fruttisti che praticano il più rigido di questi regimi.

Naturalmente molte carenze nutritive e proteiche possono essere facilmente reperite con l’assunzione di integratori alimentari. Dunque adottare uno stile di vita così radicale non compromette irreparabilmente la salute, ma anzi porterebbe dei benefici di non poco conto; qualora si presentassero dei disturbi è sempre possibile chiedere il parere di un medico e/o di un nutrizionista che saprà consigliarci al meglio.

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