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La felicità intesa come pienezza di vita, non come meta

Uno studio del World Happiness Report definisce la felicità non come meta da raggiungere, ma come stato dell'essere. La parola felicità, un tempo vista come ricerca di soddisfazione economica, adesso viene intesa come consapevole accettazione di sé stessi

Benessere
Pubblicato il 20 aprile 2014, alle ore 21:47

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La felicità intesa come pienezza di vita, non come meta

Il tema della felicità ha sempre suscitato molto interesse, sollevato motivi di discussione, nella ricerca continua di dare una definizione precisa di questa condizione dell’animo umano spesso contorta da affermazioni illogiche e inadeguate. Secondo l’ultimo studio del World Happiness Report, che ha svolto un’indagine per le Nazioni Unite, sono aumentate le percentuali mondiali relative al concetto di felicità, mentre invece nel nostro Paese tendono a diminuire. La situazione difficile che sta attraversando la nostra nazione, porta a una continua insoddisfazione e sfiducia verso il mondo esterno, causando frustrazioni, insoddisfazioni e tendenza ad essere infelici. Pensandoci bene, qual’è il reale significato della parola felicità?

E’ tendenza degli ultimi anni attribuire al concetto di felicità un significato spasmodico di benessere economico, eppure tante volte, anche in presenza di beni materiali superflui, si tende ad essere ugualmente insoddisfatti e tristi, sempre alla ricerca di una felicità che a lungo andare sembra un miraggio, qualcosa di veramente irraggiungibile. Tutto quello che buona parte degli individui oggi possiede sono cose scontate, di cui non si può fare assolutamente a meno, senza le quali sembra impossibile vivere, ma di cui si faceva volentieri a meno fino a qualche tempo fa, semplicemente perché non c’erano.

Visto che il possederle non aiuta a raggiungere quella che per molti è il traguardo della felicità, vuol dire che non possiamo considerare la felicità come una condizione di vita regolata solo dal raggiungimento del benessere economico, che felicità non vuol dire avere una vita sempre perfetta, che ci permetta di stare sempre col sorriso sulle labbra, senza preoccupazioni o discussioni familiari di qualsiasi genere, ma come una condizione che può avere degli alti e bassi proprio come la nostra vita, sempre in oscillazione, che consente però di apprezzare i momenti di gioia e di reagire nei momenti bui. Essere consapevoli della propria ragione di vita aiuta a sorridere e a cercare sempre del buono in tutte le avversità, dona il coraggio e la forza di risalire dal profondo di qualsiasi situazione, allora sì che possiamo dire che stiamo attraversando il momento della nostra felicità, cioè adesso, nello stesso istante in cui lo percepiamo.

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