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Weganool, la lana vegana derivata da un’erbaccia

Un'azienda indiana ha effettuato un'importante ricerca in ambito ambientale: da un'erba infestante è stato possibile ricavare un filato molto simile alla lana.

Ambiente
Pubblicato il 11 febbraio 2020, alle ore 11:35

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Weganool, la lana vegana derivata da un’erbaccia

Un’azienda indiana, la Faborg, ha recentemente diffuso i risultati di un’importante ricerca: da un vegetale sarebbe stato possibile ricavare un tessuto con proprietà simili alla lana, ma di derivazione completamente vegetale. La pianta utilizzata, che si chiama Calotropis, è generalmente considerata un’infestante dato che cresce spontaneamente ai margini dei campi agricoli, e viene impiegata per merito delle sue fibre cave, leggere e resistenti. Il tessuto ottenuto dalla lavorazione della Calotropis è stato presentato, nei giorni scorsi, al Future Fabrics Expo: la fiera dei nuovi materiali, che si svolge a Londra.

La pianta, originaria del Nord Africa e dell’Asia Meridionale, è composta da fiori, steli e baccelli; gli ultimi due verrebbero utilizzati dalla Faborg, insieme a del cotone, al fine di produrre tessuti completamente vegetali. I prodotti realizzati con le fibre tratte dai baccelli risultano morbidi, ideali per la confezione di abbigliamento leggero e caldo; mentre i tessuti impostati usando la fibra degli steli vengono impiegati per tappezzerie ed altra biancheria casalinga.

L’azienda spiega come, tali tessuti vegani, vengano realizzati con il 70% di cotone organico ed il 30% di fibra Vegan Wool. Tale filato, già impiegato nella collezione del marchio tedesco Infantium Victoria, che tratta abbigliamento per bambini, presenterebbe numerosi vantaggi: la pianta, per crescere, non necessita di cure umane e consente di risparmiare 900 litri d’acqua rispetto alla coltivazione del cotone. Inoltre, la coltivazione della Calotropis, consentirebbe di convertire terreni aridi ed inutilizzabili a zone redditizie per gli agricoltori.

La fondatrice dell’azienda, Shankar, nata in una comunità di tessitori di Devanga, ha deciso di staccarsi dall’attività di famiglia per crearne una tutta sua, attenta a produrre filati etici e sostenibili. L’idea sarebbe nata osservando il comportamento degli uccelli nettarini: Shankar, osservando fuori dalla finestra del suo ufficio, avrebbe notato che i volatili si mostravano molto attratti dalla Calotropis. Dopo essersi informata, la donna, avrebbe affermato che gli uccelli userebbero le fibre di questa pianta per costruire i loro nidi a goccia, resistenti ed appesi agli alberi.

Dopo cinque mesi dalla scoperta, la Faborg, ha presentato il suo primo tessuto completamente vegano e, sebbene sia presto per pensare ad un vero e proprio lancio sul mercato, i tessitori utilizzano già le fibre per la realizzazione di abiti. La stessa Shankar, inoltre, afferma che gli indumenti creati con la Weganool, presentano maggiore durevolezza nel tempo: essi, infatti, non si restringerebbero dopo i lavaggi.

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Filippi

Laura Filippi - L'idea di utilizzare le piante infestanti al fine di produrre tessuti etici e sostenibili potrebbe rappresentare una svolta nella moda mondiale. Dopo lo sviluppo dell'idea, che sembra procedere nel migliore dei modi, bisognerà vedere quante aziende si troveranno propense ad investire su questa novità, sicuramente più costosa delle fibre sintetiche.

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