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Villasimius, record di furti di sabbia: in quattro mesi i turisti hanno sottratto 800 kg

L’Area Marina Protetta Capo Carbonara è sempre più oggetto di un saccheggio da parte dei turisti, disposti a tutto pur di portarsi via pietre, conchiglie e sabbia. Nel corso degli ultimi 4 mesi, il materiale recuperato ammonta a 800 chilogrammi.

Ambiente
Pubblicato il 9 agosto 2019, alle ore 00:22

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Villasimius, record di furti di sabbia: in quattro mesi i turisti hanno sottratto 800 kg

Non accennano a diminuire i furti di sabbia che stanno interessando la rinomata località sarda di Villasimius e l’intera Area Marina Protetta Capo Carbonara. Tra granelli di arenile, conchiglie e sassi, i turisti stanno depredando una delle spiagge più belle dell’intero Mediterraneo.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione volte a preservare gli equilibri e la bellezza di un posto da sogno, aumenta infatti a dismisura il numero di bagnanti con il desiderio di mettersi in valigia un ricordo. Negli ultimi quattro mesi, il materiale recuperato ha raggiunto addirittura gli 800 chilogrammi, valore che di fatto ha messo in allarme non solo il presidente dell’Area Marina Protetta, ma anche le autorità.

Ad ogni modo pur essendo in vigore leggi e sanzioni che disciplinano questo tipo di illecito, le guardie ambientali preferiscono sensibilizzare chi viene sorpreso con le mani nel sacco. Al momento questa linea di condotta sembra dare i suoi frutti: il più delle volte chi si macchia di queste poco edificanti appropriazioni, comprendendo le ragioni delle autorità torna sui suoi passi restituendo il maltolto.

Così è stato per esempio con due turiste straniere che parlavano solo in inglese. Le due donne dopo essersi immerse per fare snorkeling, sono riaffiorate con quattro bottigliette di plastiche riempite con delle pietre raccolte sul fondale. Alle guardie che le avevano bloccate, hanno riferito di volersi portare a casa dei souvenir delle ferie; la loro spiegazione non ha però convinto i due funzionari, che dopo aver loro spiegato l’importanza di salvaguardare l’ambiente, le hanno persuase a rigettare in mare le pietre.

Ma oltre a questa moda molto in voga tra i vacanzieri, a destare molta preoccupazione sono le vendite sul web di sabbie e conchiglie recuperate sulle spiagge della Sardegna. Questo commercio illegale che si concretizza per mezzo di specifiche aste su Ebay, è a tutti gli effetti un deplorevole commercio illegale che in alcuni casi ha per oggetto persino delle specie protette come il mollusco Pinna Nobilis.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Spesso non ce ne rendiamo conto, ma anche portarsi via una bottiglietta di sabbia o di pietre può avere delle conseguenze significative. Se ogni bagnante dovesse comportarsi in questo modo, nel giro di pochi anni delle spiagge non rimarrebbe più nulla. Se si ha a cuore la salvaguardia dell’ambiente, oltre a non inquinare è anche opportuno lasciare il più possibile inalterata la natura che ci circonda.

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