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Torino, azione di Recommon e GreenPeace contro Intesa Sanpaolo

Ieri mattina a Torino la protesta simbolica degli attivisti Greenpeace e Recommon contro Intesa Sanpaolo vuole denunciare le politiche per nulla green del gruppo bancario

Ambiente
Pubblicato il 28 aprile 2021, alle ore 13:58

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Torino, azione di Recommon e GreenPeace contro Intesa Sanpaolo

Ieri, 27 aprile, a Torino, attiviste e attivisti delle organizzazioni ambientaliste hanno simbolicamente chiuso 11 filiali di Intesa Sanpaolo, banca che vanta di essere tra le prime trenta a livello mondiale e la più grande a livello nazionale. L’azione di protesta atta nel rispetto delle norme di sicurezza connesse al Covid-19 e che per questo ha utilizzato degli adesivi raffiguranti persone che denunciano le politiche sbagliate del gruppo torinese. 

Inoltre, è stato consegnato emblematicamente a Intesa il premio di “Banca nemica del clima numero 1 in Italia”. La consegna è avvenuta durante un presidio davanti al quartiere generale del gruppo, poiché quest’ultimo solo nel 2020 si è impegnato nei confronti del settore fossile per 2,4 miliardi, fornendo un supporto incondizionato a petrolio e gas e ha preso impegni seppur deboli con sul settore del carbone.

Un gesto, quello della premiazione, messo in atto da Greenpeace e Recommon per rimarcare la differenza tra le comunicazioni della prima banca nazionale e i fatti, che risultano neri come carbone e idrocarburi. Per dare evidenza a quanto sostenuto le due associazioni ambientaliste, alla vigilia dell’assemblea dei soci del gruppo torinese, hanno pubblicato uno studio che mostra i legami finanziari della banca con il settore dei combustibili fossili.

Nonostante le evidenti relazioni tra crisi climatica e diffusione di eventi pandemici Intesa Sanpaolo ha continuato a sostenere il settore dei combustibili fossili, non ponendo alcun limite a finanziamenti e investimenti nella divisione oil&gas, comparto che contribuisce alla devastazione di ecosistemi fragili come l’Artico. 

Intesa Sanpaolo è un vero e proprio campione di greenwashing” dichiara Luca Iacoboni, responsabile Energia e Clima di Greenpeace. Concludendo, Iacoboni aggiunge: “la più grande banca nazionale contribuisce ad aggravare la crisi climatica, continuando a investire su gas, petrolio e carbone. Tutto questo mentre riempie tv, giornali e social media di pubblicità “green”, ingannando di fatto prima di tutto i suoi stessi clienti”.

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Cosa ne pensa l’autore
Giulia Tirabosco

Giulia Tirabosco - Il greenwashing è una pratica comune che le aziende al giorno d'oggi mettono in atto per attirare clientela, una via facile per mostrarsi amici dell'ambiente solo attraverso la comunicazione d'impresa "green", nascondendo il vero lavoro dell'azienda e millantando politiche interne in realtà non attuate o messe in pratica solo in modo parziale.

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