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Scoperti 7 nuovi vulcani sottomarini nel Sud del Tirreno

Tra il golfo di Salerno fin quasi in Calabria, nel Tirreno, c'è la catena vulcanica Palinuro, che si credeva composta da 8 vulcani, ma ne sono stati scoperti altri 7.

Ambiente
Pubblicato il 15 novembre 2017, alle ore 19:03

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Scoperti 7 nuovi vulcani sottomarini nel Sud del Tirreno

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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il Cnr, in collaborazione con un team di scienziati neozelandesi, hanno pubblicato il 13 novembre uno studio nel quale svelavano la scoperta di 7 nuovi vulcani della catena sottomarina di Palinuro, nel Tirreno meridionale, che si vanno ad aggiungere agli 8 vulcani già conosciuti.

Dunque, questa catena vulcanica sottomarina è composta in totale da 15 vulcani che si sviluppano a largo della costa di Salerno ed arrivano fin quasi in Calabria, per una lunghezza complessiva di 90km e una larghezza di 20km, a una profondità variabile che va dagli 80 ai 3200 metri sotto il livello del mare. Si presume che questi vulcani sottomarini fossero attivi tra i 300mila e gli 800mila anni fa, ma gli scienziati non escludono che fossero attivi anche in tempi più recenti, la cosa certa è che ora svolgono un’attività idrotermale anche se si trovano in una zona anomala termicamente, ovvero a 1000 metri di profondità a 500 gradi.

La nascita di questi vulcani, avvenuta millenni fa, è dovuta a una spaccatura della crosta terrestre dalla quale risale il magma di varie zone vulcaniche del Tirreno, ovvero dei vulcani delle Isole Eolie e di altri nel mar Ionio e del Tirreno centro-meridionale.

Lo studio è stato condotto grazie al ROV, un veicolo sottomarino pilotato da remoto, che ha permesso carotaggi e raccolta di dati magnetici, gravimetrici e batimetrici ed è stato quindi possibile osservare in tempo reale il fondale marino. Il ROV ha cominciato la sua esplorazione da un singolo vulcano (chiamato dagli scienziati edificio vulcanico) per poi permettere una composizione completa di una mappa della catena vulcanica grazie ai dati morfo-strutturali e geofisici raccolti.

Con tutte queste nuove informazioni gli scienziati stanno ricostruendo la storia dell’evoluzione della crosta terrestre, inoltre saranno capaci di capire come e perchè si sono formate le catene vulcaniche e le isole del Mar Tirreno e capirne i meccanismi, soprattutto dei vulcani attivi.

Gli studi marini nell’aria stanno continuando perchè gli scienziati non hanno ancora un quadro completo della situazione vulcanica del Tirreno, che ha anche altri vulcani, tra cui il più famoso è il più grande vulcano sottomarino d’Europa, il Marsili, che si trova al largo delle coste di Fiumicino ed è lungo 70km e largo 20km: è attualmente attivo e costantemente sorvegliato poichè capace di generare uno tsunami.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - L'Italia è in una posizione particolare, ovvero proprio a confine tra due placche tettoniche terrestri, quella europea e quella africana che si spingono tra loro e che quindi, millenni e millenni di anni fa, hanno creato tutta una serie di vulcani proprio a ridosso dell'Italia. Quelli di cui preoccuparsi, ovviamente, sono quelli attivi di natura esplosiva, come ad esempio il Vesuvio. Chissà se si è propriamente sicuri che la catena vulcanica sottomarina di Palinuro sia solo svolgendo attività idrotermale.

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