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Roma

Roma, il nuovo modo di riciclare e viaggiare rispettando l’ambiente

Da otto mesi la capitale sta mandando avanti un nuovo progetto dedicato a far diventare i cittadini più consci dell'impatto che abbiamo sull'ambiente. Tutto si basa sull'utilizzo di macchinette mangiaplastica.

Ambiente
Pubblicato il 30 settembre 2020, alle ore 17:13

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Roma, il nuovo modo di riciclare e viaggiare rispettando l’ambiente

La città di Roma ha deciso di usare un approccio diverso per ridurre l’influsso negativo che abbiamo sull’ambiente. La Capitale e CORIPET (consorzio volontario per la gestione degli imballaggi in PET per liquidi) hanno siglato un protocollo, che porterà all’installazione di ecocompattatori su tutta la zona urbana della città.

Otto di queste macchinette mangiaplastica si trovano nella metro. Il loro nome deriva dalla funzione di dare e avere, che hanno. Il cassonetto “mangia” le bottiglie di plastica che i cittadini portano e questi in cambio ricevono biglietti per viaggiare sul trasporto pubblico del territorio.

La cifra dei contenitori di plastica riciclati oggi ammonta a 3,2 milioni. Un numero, che da una parte consola e dall’altra preoccupa. Anche se il progetto sta riscuotendo un grande successo, duole il cuore vedere che ancora oggi in Italia si consumano così tanti prodotti di plastica. Purtroppo a causa delle nuove misure che il Paese ha dovuto adottare a causa del Covid-19, il consumo di plastica è aumentato. Con la momentanea chiusura di negozi a km 0 gli italiani sono passati al cibo imballato dei supermercati.

Anche la sindaca Virginia Raggi, in carica dal 2016, è stata molto entusiasta della risposta positiva dei cittadini a questo progetto. Corrado Dentis, presidente CORIPET, ha invece dichiarato: “Ci auguriamo che l’esempio di Roma Capitale possa funzionare da stimolo anche per gli altri comuni“. Ciò che spaventa, però, sono i vandali, che impudenti potrebbero rovinare gli ecocompattatori in segno di qualche protesta.

Di simili progetti, purtroppo, se ne vedono davvero pochi. I cittadini hanno bisogno di sentirsi inclusi nell’operazione di salvataggio del mondo dall’inquinamento. Gli accordi stipulati tra le potenze mondiali non bastano, soprattutto se vengono costantemente violati da grandi aziende. I cambiamenti si fanno anche nel quotidiano, con i piccoli gesti. Il progetto dei mangiaplastica sembra quasi infimo in scala globale. Ma è qui che ci sbagliamo. Sono proprio questi programmi che fanno la differenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Giorgia Trevisan

Giorgia Trevisan - Mi piace sentire che in molti ci tengono ancora a salvare il pianeta. Riducendo il consumo di plastica, e magari arrivando a proibirne l'impiego nei prodotti che utilizziamo quotidianamente, avremo risolto almeno una parte dei problemi legati all'inquinamento ambientale. Gli oceani si svuoterebbero dal PET (polietilene tereftalato) e i pesci ritornerebbero a popolare il loro habitat naturale.

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Commenti
Giorgio Mosto
Giorgio Mosto

30 settembre 2020 - 20:25:17

bell'articolo mi farebbe piacere se leggessi i miei e mi lasciassi qualche consiglio in merito

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Giorgio Mosto
Giorgia Trevisan

30 settembre 2020 - 21:31:57

Grazie

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