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Riscaldamento globale: nel 2050 Milano avrà lo stesso clima di Dallas

Uno studio pubblicato da “Crowther Lab” ha voluto approfondire quali conseguenze potrebbe comportare il glowal warming nel giro di un trentennio. Sulla base di questa analisi, è emerso che nel 2050 Milano potrà avere lo stesso clima di Dallas.

Ambiente
Pubblicato il 25 luglio 2019, alle ore 01:04

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Riscaldamento globale: nel 2050 Milano avrà lo stesso clima di Dallas

A detta di una larga fetta della comunità scientifica, gli eventi climatici estremi che stiamo vivendo in questi anni, sarebbero solo le prime conseguenze del riscaldamento globale. Il fenomeno sarebbe infatti destinato ad aggravarsi, rivoluzionando inesorabilmente quella che sarà la vita sul nostro pianeta. A non far dormire sonni tranquilli sarebbero quindi gli scenari apocalittici a cui potremmo assistere in un futuro non molto lontano.

Sulla base di questa premessa, il Crowther Lab della Scuola politecnica federale di Zurigo ha voluto realizzare uno studio focalizzandosi su quello che nel 2050 sarà il clima delle 520 città più grandi del mondo. È così emerso che tra poco più di un trentennio, a livello climatico Milano assomiglierà molto all’odierna città texana di Dallas.

Il capoluogo lombardo registrerà delle temperature medie più alte di 2,5 gradi, valori che però saliranno di circa 7,2 gradi nel solo periodo estivo. Anche a Roma non si starà certo meglio, diventando l’alter ego dell’odierna città turca di Adana. Qui le temperature saranno più alte di 5,3 gradi durante i periodi più caldi dell’anno e di 2,6 gradi se paragonate alla media annuale.

Anche all’estero non si starà certo meglio: Londra avrà lo stesso clima che oggi possiamo trovare a Madrid o Barcellona, mentre Madrid diventerà rovente come Marrakech. Ma se Stoccolma apparirà molto simile a Budapest, chi vivrà a Mosca troverà le stesse temperature oggi presenti a Sofia, così come chi vive a Parigi, penserà invece di trovarsi in Australia e più precisamente a Canberra.

Le previsioni non sono quindi affatto confortanti, ma se ci si sofferma sui dati utilizzati per mettere in piedi la ricerca, si scopre che quelli raggiunti sarebbero per assurdo dei risultati fin troppo ottimistici. Le stime prese come riferimento si basano infatti su di una crescita delle temperature di 1,4 gradi rispetto ai livelli pre-industriali; le ultime proiezioni del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico prevedono però una crescita di 1,5 gradi entro il 2030 e di circa 3 gradi entro il 2100.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Lo studio qui presentato dimostra che non mettendo un freno all’emissione di gas serra, le temperature del nostro pianeta saranno inevitabilmente destinate a crescere. A risentirne di più sarà chi abita nell’emisfero settentrionale, dove l’aumento delle temperature potrà provocare siccità e carestie. Per evitare un simile disastro, l’unica soluzione rimane quella di non attendere, ma intervenire subito a livello globale.

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