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Quello appena concluso è stato il mese di luglio più caldo mai registrato dall’uomo

Per il World Meteorological Organization (WMO) e il Copernicus Climate Change Service (C3S) non ci sarebbero dubbi: quello che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato il mese di luglio più caldo della storia, perlomeno da quando esistono le misurazioni.

Ambiente
Pubblicato il 7 agosto 2019, alle ore 17:51

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Quello appena concluso è stato il mese di luglio più caldo mai registrato dall’uomo

Luglio 2019 passerà alla storia come il mese più caldo mai registrato da quando si effettuano le registrazioni delle temperature. A confermarlo è stato il World Meteorological Organization (WMO), l’agenzia delle Nazioni Unite nel campo della meteorologia.

A confermare questa tendenza che allarma sempre di più i fautori del global warming, troviamo anche il Copernicus Climate Change Service (C3S) che, per bocca del suo direttore Jean-Noel Thepaut, ha dichiarato che “mentre luglio è di solito il mese più caldo dell’anno per il mondo, secondo i nostri dati è stato anche il mese più caldo registrato a livello globale”.

Questi dati trovano riscontro nei valori insolitamente elevati registrati al Circolo Palare Artico, ma anche dai record raggiunti in Europa. Paesi come Germania, Lussemburgo e Gran Bretagna hanno boccheggiato per diversi giorni; come se non bastasse, per la prima volta nella storia del Belgio e dell’Olanda, sono stati superati i 40 gradi, mentre Parigi ha toccato i 42,6 gradi, un valore mai raggiunto prima nella storia della capitale francese.

Ma ad allarmare sempre più la comunità scientifica e l’opinione pubblica è la considerazione che l’avvenire non ci prospetta nulla di buono. In altre parole i record raggiunti quest’anno, saranno destinati ad essere battuti in un futuro non molto lontano. Anche lo stesso Antonio Guterrese, segretario generale delle Nazioni Unite, ha ribadito che anche in passato ci sono state delle estati molto calde, “ma questa non è l’estate della nostra giovinezza. Non è l’estate dei nostri nonni”.

Con questo trend, luglio 2019 verrà ricordato come il più caldo dal 1880, anno dal quale sono disponibili i primi dati relativi alle temperature a livello globale. Viene così spodestato seppur di 0,04 gradi quanto registrato a luglio 2016, che fino ad oggi deteneva il primato di mese più caldo mai registrato sul nostro Pianeta. L’aspetto più preoccupante è però legato al fatto che tre anni fa il primato fu raggiunto anche grazie all’influenza di El Niño, il fenomeno climatico che, con una cadenza compresa tra i 3 e i 5 anni, innalza le temperature dell’Oceano Pacifico.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Non c’è niente da fare: sembra proprio che se non ridurremo i gas serra e il nostro impatto sul pianeta, le temperature saranno inesorabilmente destinate ad aumentare. Di conseguenza i fenomeni estremi che stiamo vivendo in questi anni, diventeranno una realtà all’ordine del giorno. Con queste premesse fa davvero paura pensare cosa potremo trovarci di fronte tra 50 anni.

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