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Progettato un prototipo di branchie per umani

Il cambiamento climatico che sta causando l'innalzamento delle temperature e dei mari sarà un grosso problema quando le città costiere verranno sommerse; per questo motivo l'uomo dovrà indossare delle branchie progettate da un designer giapponese.

Ambiente
Pubblicato il 29 agosto 2018, alle ore 18:16

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Progettato un prototipo di branchie per umani

Si prevede che nel 2100 le città costiere saranno sommerse dai mari a causa dell’innalzamento globale delle temperature che scioglierà i ghiacci e farà aumentare il livello del mare. Per questo scenario apocalittico un designer giapponese ha progettato un prototipo di branchie per umani, in favore del fatto che dovremmo imparare a sopravvivere anche sott’acqua.

Amphibio è stato progettato dal designer giapponese Jun Kame, si tratta di un prototipo di branchie che permetterebbero all’uomo di respirare sott’acqua come fanno i pesci e tutte le creature acquatiche. Al momento è stato costruito con l’ausilio di una stampante 3D e l’idea è nata, appunto, a causa dei cambiamenti climatici che fanno prevedere lo scenario terribile di molte città costiere completamente sommerse, che si prevede accadrà attorno al 2100.

Per progettare queste branchie Jun Kame non si è ispirato ai pesci bensì a quegli insetti che sanno immergersi in acqua poichè il loro corpo si circonda di tante bollicine d’aria. E alla fine ha progettato un prototipo realizzato poi con la stampante 3D che consiste in due parti: una canotta che si dovrebbe riempire di ossigeno e una mascherina per prelevarlo; queste due parti sono state realizzate con un materiale super-idrofobo ma al tempo stesso poroso.
Il funzionamento è proprio quello delle branchie degli animali acquatici: una volta immersa in acqua, questa leggerissima attrezzatura, sottrae l’ossigeno dall’acqua ed espelle anidride carbonica.

Al momento però i test sono stati effettuati soltanto nello spazio ridotto di un acquario immergendo solo Amphibio. Il passo successivo sarà quello di dimostrare che è un’attrezzatura in grado di far respirare un uomo sott’acqua senza problemi di riserve d’aria. Ci sarà quindi da risolvere, sicuramente, il problema delle dimensioni che dovranno essere tali da permettere l’immagazzinamento necessario agli esseri umani per una respirazione normale; tali dimensioni sono state calcolate nell’ordine di 32 metri quadri, che sono molti per essere trasportati in acqua e da una sola persona. L’alternativa a cui i progettisti stanno pensando è quella di creare un materiale nuovo che possa permettere un veloce scambio acquatico di ossigeno e anidride carbonica.

Questa nuova invenzione potrebbe quindi risolvere il problema di pensantissime bombole con tutto il mascherone che ne deriva, fornendo un’attrezzatura innovativa non solo per gli sport subaquei, ma anche per i salvataggi come quello recentissimo dei ragazzi intrappolati nella grotta in Thailandia.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Serretiello

Rita Serretiello - Certamente se si riuscirà a creare qualcosa che funziona davvero sarà un'invenzione importantissima e che rivoluzionerà anche l'interazione che l'uomo ha con le immersioni in profondità. Come al solito è la natura ad ispirare l'uomo, noi impariamo da animali, piante e reazioni naturali per poter adattarci al mondo e migliorare la nostra esistenza.

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