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Polonia, chiuderà nel 2036 la centrale elettrica a carbone più inquinante d’Europa

Inizialmente previsto per il 2049, le autorità di Varsavia hanno deciso di anticipare al 2036 lo stop della centrale elettrica a carbone di Belchatow, considerata la più inquinante del Vecchio Continente.

Ambiente
Pubblicato il 17 giugno 2021, alle ore 09:43

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Polonia, chiuderà nel 2036 la centrale elettrica a carbone più inquinante d’Europa

La centrale elettrica a carbone di Belchatow chiuderà nel 2036. L’impianto più inquinante d’Europa sito nella regione di Lodz, città a lungo considerata la Manchester polacca, da più parti è considerato un mostro ecologico che da solo copre il 20% del fabbisogno elettrico della Polonia.

Con i suoi 38 milioni di tonnellate di Co2 emessi ogni anno nell’atmosfera – quantità paragonabile a quella prodotta nello stesso periodo dall’intera Nuova Zelanda o dalla Croazia – quello di Belchatow è un impianto che si alimenta a lignite, un combustibile fossile di bassa qualità che emette molta più anidride carbonica rispetto a varietà più pregiate di carbone come l’antracite e il litantrace, contraddistinti invece da un più elevato potere calorifico.

Il suo operato, oltre ad essere costantemente monitorato dalle autorità europee, negli ultimi anni ha destato più di una preoccupazione da parte di alcuni attivisti di Greenpeace. Dopo un loro primo blitz con il quale hanno scalato la ciminiera alta 180 metri, non sono mancate altre proteste che hanno portato a proiettare sulla struttura il volto del premier polacco Mateusz Morawiecki accompagnato dalla scritta “shame”, in altre parole “vergogna”.

La chiusura inizialmente prevista per il 2049, dopo le crescenti pressioni ma anche a seguito dell’aumento dei costi per le emissioni di Co2, è stata anticipata al 2036. A pesare è stata anche la riduzione dei finanziamenti per i combustibili fossili e l’accantonamento di un costoso progetto che avrebbe portato alla costruzione di una nuova miniera con la quale alimentare la centrale.

Senza poi dimenticare che le numerose azioni legali e le accuse mosse contro la centrale, di fatto mettono sempre più a rischio il futuro dell’impianto. La chiusura diventa più che mai necessaria per mettere un freno al consumo di carbone, combustibile fossile con il quale viene coperto l’80% del fabbisogno energetico della Polonia. L’attuale crisi climatica sprona quindi a velocizzare la transizione energetica, indispensabile per raggiungere entro il 2050 l’obiettivo di un’Europa a zero emissioni.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La neutralità climatica è un obiettivo che ogni Paese deve raggiungere per garantire un futuro a questo pianeta. Sotto l’aspetto ecologico-ambientale, la Polonia continua a muoversi in maniera anacronistica e l’attuale esecutivo, escludendo qualche annuncio di facciata, nei fatti ha combinato ben poco. Le città industriali del sud del Paese continuano ad essere le più inquinate d’Europa, ragion per cui è doveroso dare una svolta ad una situazione che nel 2021 non può più essere tollerabile.

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