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Plastica: ogni settimana ne ingeriamo almeno 5 grammi

Questo l'esito di uno studio commissionato dal Wwf. Nessun cibo è esente dal contenere frammenti di plastica, a partire dagli animali allevati a terra, per arrivare a prodotti come il miele o la birra.

Ambiente
Pubblicato il 22 giugno 2019, alle ore 14:49

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Plastica: ogni settimana ne ingeriamo almeno 5 grammi

L’università australiana di Newcastle ha intrapreso un nuovo studio, commissionato dall’associazione ambientalista Wwf e le scoperte lasciano stupiti e preoccupati la maggior parte delle persone: senza accorgercene ogni settimana ingeriamo almeno cinque grammi di microplastiche, equivalenti al peso di una carta di credito.

Il problema delle microplastiche non è universalmente conosciuto. Si tratta di microparticelle che si diffondono a partire da pezzi più grandi di questo materiale. La plastica posta in acqua si frammenta; ciò accade per svariati motivi, per l’azione del vento, delle onde, per le alte temperatura, per la presenza di microbi o ancora per l’aggiunta di additivi chimici durante la produzione industriale.

Queste particelle hanno un diametro compreso in un intervallo di grandezza che va dai 330 micrometri e i 5 millimetri. Le microplastiche si diffondono ovunque: nell’aria, nell’acqua, nel suolo e soprattutto nei mari e negli oceani. Questa forma di inquinamento viene perciò assimilata da pesci, mucche, polli, piante e, risalendo la catena alimentare, arriva direttamente sulle nostre tavole.

Secondo l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il 15-20% delle specie marine che finiscono sulle nostre tavole contengono microplastiche. Si sta indagando sugli effetti che questa “indigestione di plastica” provocherebbe sul nostro organismo, ma si è piuttosto certi nel definirli negativi: le materie plastiche assorbono agenti tossici e cancerogeni direttamente dall’ambiente. Gli inquinanti possono interferire con il sistema endocrino del nostro organismo e provocare alterazioni genetiche.

Ogni chilometro quadrato di oceano contiene in media 63.320 particelle di microplastica e il Mediterraneo è il mare più inquinato, in quanto contiene da solo il 7% delle microplastiche a livello globale. Le microplastiche fanno parte della nostra vita e, magari senza saperlo, ne facciamo un uso sregolato. Quasi sicuramente si trovano nella maggior parte dei prodotti che le persone utilizzano quotidianamente: dalle creme al make-up, al dentifricio, ai detergenti, per non parlare delle fibre sintetiche di molti abiti.

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Cosa ne pensa l’autore
Sara Zompa

Sara Zompa - E' un problema mondiale che meriterebbe l'attenzione di tutti i Paesi. Moltissimi leader hanno iniziato a muoversi in favore di questa causa: Barack Obamanel 2015 introdusse il divieto per i produttori di cosmetici di aggiungere piccole sfere di plastica e lo stesso ha fatto nel Regno Unito la Regina Elisabetta. Anche in Italia qualcosa si sta muovendo... Su alcune spiagge non è più consentito portare oggetti in plastica, così come sull'Isola d'Elba e in altri luoghi turistici sono usciti fuori commercio posate, piatti e bicchieri di plastica. Non dobbiamo per forza fare la rivoluzione, bisogna partire dal piccolo, riducendo il proprio consumo di plastica.

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