Secondo quanto dichiarato dal vicedirettore della sala stampa vaticana padre Ciro Benedettini, Papa Francesco ha deciso di ridurre per una settimana la sua agenda di lavoro per dedicarsi alla modifica dell’ultima versione dell’enciclica sull’ambiente, che uscirà nel mese di giugno o luglio prossimo.
Il Papa ha mantenuto l’impegno del mercoledì, ossia l’udienza generale e celebrerà la messa come di consueto nella Casa Santa Marta, (Domus Sanctae Marthae), ossia nell’edificio ai margini della Città del Vaticano.
Il pontefice argentino aveva annunciato nel mese di gennaio ai giornalisti che lo accompagnavano nel volo di ritorno da Manila che avrebbe consacrato questi giorni di marzo a questo importante documento.
“Se tutto va bene, l’enciclica potrà essere pronta per il mese di giugno o luglio. L’importante è che ci sia il tempo tra la pubblicazione e il vertice di dicembre a Parigi, perché possa aggiungere qualcosa” ha dichiarato il Papa. L’enciclica dovrebbe rappresentare uno stimolo ai negoziati in occasione del vertice sul cambiamento climatico organizzato a Parigi dalle Nazioni Unite dal 30 novembre al 11 dicembre.
“E’ necessario che ci prendiamo cura della Terra per evitare la sua autodistruzione“, disse alla comunità internazionale che partecipava a Roma alla Seconda Conferenza sulla Nutrizione della FAO.
Durante gli incontri preparatori in Perù il Papa aveva lamentato la “mancanza di coraggio” per trovare soluzioni comuni per salvare il pianeta. Lo scorso gennaio, il Papa disse ai giovani di Manila che “il vostro paese è in grave pericolo di essere colpito dai cambiamenti climatici. La sfida è quella di proteggere l’ambiente“.
Papa Francesco ha inviato una copia dell’enciclica alla Congregazione per la Dottrina della Fede, al Segretario di Stato e ai teologi della Casa Pontificia “affinché verifichino se ho detto troppe sciocchezze“, ha detto con il suo solito tono auto ironico.
Questa enciclica del Papa, la prima che scrive da solo, dato che la precedente, sopra la fede, era stata preparata da Benedetto XVI, non sarà un documento tecnico, ma morale. Francesco ha detto di aver letto molti testi del Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, “che da molti anni predica su questi temi“.
Nel mese di maggio, Francesco e Bartolomeo si sono riuniti per pregare al Santo Sepolcro di Gerusalemme, e hanno firmato una dichiarazione congiunta. Il punto sull’ecologia è molto chiaro: “Dichiariamo di essere dispiaciuti per l’ingiusto sfruttamento del nostro pianeta, che costituisce un peccato agli occhi di Dio. Ribadiamo la nostra responsabilità e il nostro dovere di coltivare un senso di umiltà e di moderazione. Confermiamo il nostro impegno per aumentare la consapevolezza in merito alla custodia del creato”.
Il Papa è un leader morale e spirituale, non scientifico né politico. Ma la sua autorità è molto forte, e il suo grido per custodire la terra e la persona si sentirà in tutto il mondo.